1 giugno 2020
Aggiornato 23:00
Autostrade

Aspi, il viceministro dei Trasporti Cancelleri: «Da Atlantia un ricatto, via la concessione»

Lo sfogo del viceministro delle Infrastrutture: «Abbiamo perso solo tempo, mi rivolgo alle altre forze di maggioranza: revochiamogli le concessioni, questa non è gente seria»

Video Agenzia Vista

«Aspi, quelli del crollo del ponte di Genova, che si sono macchiati delle 43 vittime, che non hanno neanche chiesto scusa, quelli lì dei Benetton, che ricattavano il Governo, se ne sono usciti con una novità. Hanno detto: se non ci fate la garanzia dello Stato per avere un prestito anche noi di qualche miliardo di euro, non facciamo gli investimenti. Cioè il ricatto, la logica del ricatto». Lo afferma il viceministro delle infrastrutture Giancarlo Cancelleri (M5s) su Facebook. «Ebbene quello che penso e che pensa il M5s: abbiamo perso solo tempo, mi rivolgo alle altre forze di maggioranza, a Iv al Pd, stiamo perdendo tempo, revochiamogli le concessioni, questa non è gente seria».

«Noi - prosegue Cancelleri - un piano ce l’abbiamo, un piano serio che risponde a tutte le critiche di quelli che dicevano che senza la concessione tanti padri di famiglia alla fine perderanno il lavoro. Non perde il lavoro nessuno. Vogliamo commissariare direttamente Aspi, con un commissario di governo. E Spea, che era quella che taroccava i controlli, la sostituiamo con Anas. Così non perde il lavoro nessuno - spiega - e allontani la penale che dovremmo riconoscere per la revoca della concessione, perché la metti alla fine come onere di subentro, e intanto fai partire il bando di gara».

L’esponente M5S se la prende anche con la titolare delle Infrastrutture. «Il ministro De Micheli ha questo dossier dove ha fatto insieme con Aspi una sorta di trattativa. Non lo conosce nessuno questo dossier, non lo conosce né il M5s né altre forze di governo, né Conte. Lo ha dichiarato lei sui giornali. Ebbene che lo tirasse fuori, cominciamo a parlarne è inutile che ci giriamo intorno. Quando riusciremo a fare questa discussione? Il tempo è scaduto, perché quando andremo a consegnare il ponte di Genova, quando sarà finito, lo dovremo consegnare a qualcuno e se non sappiamo a chi va la concessione, non sapremo neanche a chi va il contratto di governo», conclude Cancelleri.

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