19 giugno 2019
Aggiornato 17:00
Manovra finanziaria

Manovra, per Moscovici «non ci siamo ancora»

Il commissario europeo agli Affari economici in relazione alla proposta del Governo italiano di abbassare il deficit al 2,04%

Stretta di mano tra il premier Giuseppe Conte e il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici
Stretta di mano tra il premier Giuseppe Conte e il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici ( ANSA )

BRUXELLES - «Non ci siamo ancora». Lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici in relazione alla proposta del Governo italiano di abbassare il deficit al 2,04% per il prossimo anno. «È un passo nella giusta direzione - ha detto il commissario europeo -, ma voglio dire che non ci siamo ancora. Ci sono ancora passi da fare, forse da entrambe le parti». Al termine dell’incontro con il presidente della commissione Ue Jean-Claude Juncker, ieri a Bruxelles, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato che nella negoziazione con l’Ue per il saldo della manovra «dal 2,4% siamo potuti scendere al 2,04%».

Dal 2,4 al 2,04% - «Abbiamo illustrato la nostra proposta che ci consente di dire che non tradiamo la fiducia degli italiani, rispettiamo gli impegni presi, in particolare su reddito cittadinanza e quota 100, ma come avevamo anticipato le relazioni tecniche ci hanno consentito un margine di negoziazione» ha spiegato il premier. Nella negoziazione con l’Ue per il saldo della manovra nelle intenzioni italiane sarebbe dovuto scendere dal 2,4% al 2,04%.

La cena con Salvini e Di Maio - Rientrato poi in Italia, Conte ha cena ha visto i suoi vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, accompagnati dal ministro M5s per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro e dal leghista sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. La cena «è andata bene», ha detto ai giornalisti, assicurando che la riunione di governo si è svolta in un clima sereno. Ma i due leader di Lega e M5s non sembrano entusiasti. Silenti, come non è loro consuetudine. Di Maio si è allontanato senza rispondere alle domande dei cronisti. Salvini, con felpa e cappellino della Protezione civile, si è limitato a dire che «parla il presidente del Consiglio».