15 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

Contro l'Italia Goldman Sachs invoca «ulteriori pressioni di mercato». E Dombrovskis spinge ancora di più

Goldman Sachs vede nero sull’economia italiana. E il vicepresidente della Commissione Europea responsabile per l’euro rincara la dose

La sede di Goldman Sachs a New York
La sede di Goldman Sachs a New York (Justin Lane | EPA)

NEW YORK - Goldman Sachs vede nero sull’economia italiana: la banca d’affari ha drasticamente tagliato le stime di crescita del Pil tricolore sul 2019 – appena più 0,6 per cento – a riflesso del calo di fiducia e dei rialzi di rendimenti e spread sui titoli di Stato. E in un box di analisi dedicato alla penisola, nel suo European Outlook, la banca sostiene che serviranno «ulteriori pressioni di mercato» e un ampliamento ancora più marcato del differenziale Btp-Bund per convincere il governo a correggere la rotta sulla manovra e perseguire «una politica più ortodossa e credibile». «La questione chiave da un punto di vista macroeconomico e dei mercati - si legge - è quanta pressione sia necessaria per indurre una marcia indietro politica». Lo studio rileva che in Portogallo questa svolta giunse dopo che lo spread rispetto ai tassi retributivi dei titoli tedeschi superò i 400 punti base.

L'impatto negativo secondo GS
Secondo Goldman è «improbabile» che la manovra riesca a stimolare la crescita. «L’impatto della prevista espansione di bilancio sarà probabilmente tagliato dai rialzi dei rendimenti dei titoli di Stato e dal calo di fiducia, che entrambi pesano sul settore bancario e sull’erogazione di credito e implicano che l’Italia stia flirtando con la recessione nel passaggio d’annata». La stima sulla crescita 2019, più 0,6%, risulta nettamente abbassata rispetto alle stime precedenti, che indicavano più 1%. Sul 2020 Goldman stima un più 1,1 per cento e sul 2021 più 1 per cento. C’è poi un ulteriore rischio, ovvero che con l’accumulo di altre pressioni, invece di procedere a una svolta sulla manovra l’Italia si ritrovi con una «impasse politica» o resti estromessa dai mercati prima della correzione, con una spirale che andrebbe a compromettere ancora di più il Pil. E poi ci sono i rischi di ricadute sul resto dell’area euro, che potrebbero accentuare le pressioni su altri Paesi più deboli.

Dombrovskis: serve «modifica sostanziale» 
Sulla manovra finanziaria è tornato ancora all'attacco anche il vicepresidente della Commissione Europea responsabile per l’euro, Valdis Dombrovskis, che a Bruxelles ha detto che «è positivo che nelle ultime due settimane abbiamo visto un cambiamento di tono nelle discussioni con le autorità italiane», ma non basta: è necessaria una «modifica sostanziale» dell’andamento del bilancio. «Il governo italiano è pronto a impegnarsi e a discutere» la manovra, «ma non si tratta solo del tono della discussione»; si tratta «della necessità di avere una correzione sostanziale della traiettoria di bilancio», ha sottolineato Dombrovskis, parlando a margine di una conferenza per la celebrazione dei vent’anni dall’introduzione della moneta unica, con la fissazione dei tassi irrevocabili di conversione delle monete nazionali partecipanti.