17 giugno 2019
Aggiornato 04:30
Manovra finanziaria

Manovra in bilico, Borghi cita Vasco e assicura: andremo avanti con lo sgrossamento del fascicolo

Governo e maggioranza in alto mare alla Camera sugli emendamenti alla manovra, mentre Tria difende la posizione dell’esecutivo

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, e il presidente della commissione Bilancio Claudio Borghi
Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, e il presidente della commissione Bilancio Claudio Borghi ( ANSA )

ROMA - Governo e maggioranza in alto mare alla Camera sugli emendamenti alla manovra, mentre il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in Senato, ha difeso la posizione dell’esecutivo respingendo chi in Europa fa la morale in tema di politiche di crescita ma, allo stesso tempo, ha voluto mettere in guardia dal mancato rispetto delle regole europee che rischia di vanificare la politica espansiva del governo. L’obiettivo, secondo Tria, è quello di valutare «attentamente se si possano trovare spazi finanziari per migliorare l’equilibrio tra la necessità di sostenere la crescita e di consolidare la sostenibilità dei conti pubblici» poiché occorre «tenere conto dell’incerto contesto economico in cui ci troviamo e dell’alto livello dello spread che incide su tale contesto».

Continua il dialogo
«Stiamo oggi dialogando in modo virtuoso con la Commissione europea per trovare miglioramenti condivisi, miglioramenti che il Parlamento può portare nella sua sovranità», ha aggiunto il ministro che auspica una mediazione con Bruxelles tutta ancora da inventare. Il confronto, in seno all’esecutivo, ci sarà oggi, dopo il Consiglio dei ministri che si è svolto alle 13, tra il premier Giuseppe Conte, i vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio, lo stesso Tria e il ministro dei Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro. Al centro del vertice a Palazzo Chigi, a quanto si è appreso, proprio le possibili modifiche alla manovra.

"Ci siamo solo noi..."
E sul fronte parlamentare, la commissione Bilancio di Montecitorio è in stand by. La seduta prevista per questa mattina è stata sconvocata e per il proseguio delle votazioni ci sarà a disposizione presumibilmente solo una finestra, tra le 14 e le 16, complice l’esame del decreto sicurezza nell’Aula della Camera i cui tempi si stanno allungando e il cui voto finale non ci sarà prima del tardo pomeriggio o addirittura questa sera. «Nella finestra – ha spiegato il presidente della commissione Bilancio Claudio Borghi – dovremo occuparci di atti indifferibili e vedremo se riusciamo ad andare avanti anche sulla manovra». In ogni caso – ha proseguito – si andrà avanti con «lo sgrossamento del fascicolo»: ieri la commissione Bilancio aveva cominciato a votare accantonando, bocciando o ritirando la maggior parte delle proposte senza novità sostanziali. Poi, ha concluso Borghi citando Vasco Rossi, «liberati dalle questioni dell’Aula ci siamo solo noi» e verrà definito il timing della commissione in maniera più precisa, notturne e lavori ad oltranza compresi in vista dell’incombente approdo in Aula lunedì che Borghi ha già comunque definito «ambizioso».