20 novembre 2018
Aggiornato 01:30

Tutti allineati, nessuna divisione: Di Maio smonta la polemica su Tria. Salvini gli va dietro

Prosegue il pressing dei 5 Stelle sul ministro dell’Economia Giovanni Tria a un mese dalla legge di Bilancio, ma «nessuna divisione» garantisce Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il ministro dell'Economia Giovanni Tria
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il ministro dell'Economia Giovanni Tria (Alessandro Di Meo | ANSA)

ROMA - Prosegue il pressing dei 5 Stelle sul ministro dell’Economia Giovanni Tria a un mese dalla legge di Bilancio. L'obiettivo è sempre lo stesso: reddito di cittadinanza subito, come promesso in campagna elettorale, come ribadito centinaia di volte. «Non transigerò, su questo ci deve ascoltare», ha detto a Radio Anch’io il ministro per il Sud Barbara Lezzi, ripetendo che, come anticipato da Di Maio, se dovesse saltare «il governo avrebbe dei problemi». Di Maio smentisce le indiscrezioni secondo cui il Movimento avrebbe chiesto a Tria di trovare le coperture pena la richiesta di dimissioni e garantisce che «l’unico pensiero è quello di approvare una Legge di bilancio coraggiosa, ma che tenga i conti in ordine»«Con Giovanni Tria non c’e alcuna divisione», ha dichiarato Di Maio mettendo ancora una volta a tacere le voci che cercano di dividere l'esecutivo. 

Anche Salvini allineato
«Quello che stiamo facendo è lavorare tutti insieme per trovare le soluzioni necessarie per portare a casa flax tax, reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero» prosegue il vicepremier e titolare dello Sviluppo economico. «Non capisco - ha sottolineato il vicepremier a Gualdo Tadino - perché si è voluta creare una polemica tra me, il M5s e Tria, quando il nostro unico pensiero è quello di approvare una legge di bilancio coraggiosa, ma che tenga i conti in ordine. Tutto il governo - ha concluso Di Maio - ha la volontà di dare pieno sostegno a Tria per ottenere i risultati prefissati». Anche Matteo Salvini parlando alla Fiera del Levante di Bari con i giornalisti ha detto: «Stiamo lavorando a una manovra economica per far pagare meno tasse agli italiani già dall'anno prossimo e poi per mettere mano alla legge Fornero, creando spazi di lavoro per tanti giovani. Le partite Iva sono quelle da cui partiremo per l'abbassamento delle tasse».

Nessuna divisione
Anche il Tesoro ha chiarito che sono «prive di fondamento» le ricostruzioni di alcuni quotidiani per cui lo stesso Tria si sarebbe detto pronto al passo indietro. Ma il nodo copertura resta e Tria non vuole saperne di far lievitare il rapporto deficit/Pil oltre l’1,7%, quando il Def di aprile lo aveva fissato allo 0,8%. In questo modo si potranno recuperare 13 miliardi circa, ma non bastano: la cifra dovrebbe bastare appena a disinnescare le clausole di salvaguardia sull’Iva. Via l'ipotesi dimissioni del ministro Tria, dunque. «Il clima è costruttivo - garantisce il presidente della commissione Finanze in Senato Alberto Bagnai - stiamo lavorando sulle priorità nel rispetto dei vincoli»

L'appoggio della Lega alla linea Di Maio
Il governo penta-leghista però tira dritto. Anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti (Lega) appoggia la linea Di Maio: «Sicuramente reddito di cittadinanza, flat tax e Fornero fanno parte del Dna di questo governo, non parlarne significherebbe tradire il mandato degli elettori. Ma lo faremo con responsabilità e in modo franco e schietto».