23 settembre 2018
Aggiornato 04:00

Chi controlla il controllore? Perché il M5s chiede le dimissioni di Nava

Torna alla ribalta la nomina, fatta da Gentiloni, di Mario Nava alla guida dell'organismo di contollo della borsa. Una nomina, per il M5s, «irregolare»
Mario Nava, presidente di Consob
Mario Nava, presidente di Consob (ANSA / MATTEO BAZZI)

BRUXELLES - Era la fine 2017 quando il governo Gentiloni decise di nominare Mario Nava alla guida della Consob. Immediata la levata di scudi del Movimento 5 stelle che con un'interrogazione all'Europarlamento al commissario per il bilancio e le risorse umane Günther Oettinger definì «irregolare» la nomina per «incompatibilità» con il ruolo ricoperto fino a quel momento da Nava. L'attuale presidente della Commissione nazionale per le società e la borsa era infatti funzionario della Commissione europea, poi distaccato dall'istituzione comunitaria per potersi insediare ai piani alti della sede romana di via Giovanni Battista Martini. Ora, a distanza di dieci mesi la nomina di Mario Nava a presidente della Consob torna d'attualità dopo la presa di posizione della delegazione del M5S al Parlamento europeo, che in una nota sostiene che «la Commissione europea conferma i dubbi che il Movimento 5 Stelle ha espresso sulla irregolarità che Mario Nava sia stato nominato Presidente della Consob venendo distaccato dalla Commissione Europea». Nella risposta del Commissario Oettinger all'interrogazione presentata dagli europarlamentari Marco Valli, Fabio Massimo Castaldo e Piernicola Pedicini emerge che Nava avrebbe potuto essere posto in aspettativa dal suo precedente incarico di alto funzionario europeo, come previsto dalla Statuto Ue e dalla legge italiana. Nel mirino dei Parlamentari M5S il fatto che Nava, quando gli venne conferito l'incarico di guidare l'Autorità che vigila sui mercati italiani chiese un «distacco» di 3 anni da Bruxelles e non l'aspettativa.

Ma la legge è dalla parte di Oettinger e Nava
Dal testo della risposta di Oettinger all'interrogazione dei parlamentari italiani, tuttavia, non sembrano emergere dubbi sulla decisione di porre Nava in distacco, cioè in collocamento fuori ruolo: una fattispecie peraltro prevista dalla legge istitutiva della Consob proprio per i dipendenti della pubblica amministrazione. Nella sua risposta a nome della Commissione Europea, datata 8 agosto 2018, il commissario Oettinger ha innanzitutto premesso che «lo statuto prevede disposizioni amministrative che consentono a un funzionario titolare di occupare temporaneamente un impiego fuori della sua istituzione: si tratta del comando nell'interesse del servizio e dell'aspettativa per motivi personali». 

Le ragioni del «distacco»
Poi il Commissario ha spiegato le ragioni che hanno spinto la Commissione ad accettare il distacco di Nava. «In base a tali disposizioni amministrative» si legge nella risposta di Oettinger «il funzionario in questione rimane soggetto agli stessi doveri e diritti dei funzionari in attività di servizio presso la Commissione, tra cui l'obbligo di adempiere ai doveri sanciti dal titolo II dello statuto in relazione agli interessi dell'Unione europea. Tenuto conto dell'importanza di potenziare la collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri e di rafforzare lo scambio delle migliori pratiche, la Commissione ha deciso di comandare il funzionario in questione presso la CONSOB nell'interesse del servizio».

La questione dell'indipendenza
Una parte non secondaria in tale decisione, peraltro, è legata anche alle rassicurazioni di indipendenza fornite dal precedente Governo italiano a Bruxelles. Oettinger le menziona nella sua risposta: «Nel richiedere il distacco nell'interesse del servizio del funzionario della Commissione in questione, le autorità italiane hanno confermato che tale disposizione amministrativa non avrebbe inciso sulla sua indipendenza in veste di presidente della CONSOB e che si sarebbe mantenuta la conformità al requisito secondo cui il presidente esercita il suo mandato in regime di esclusività e a tempo pieno».

Il M5s chiede le dimissioni di Nava
Questione di interpretazioni, però. Per il M5s «Nava deve dimettersi» in quanto dalla risposta del commissario Oettinger all'interrogazione «emerge come gli stessi uffici di Bruxelles avessero espresso doverose perplessità sulla compatibilità dello strumento del distacco con l'indipendenza che la legge attribuisce al ruolo del Presidente della Consob e che su questi dubbi fossero state date garanzie dal Governo Gentiloni». Di fatto, per il M5s, «Nava, la Consob e l'ex governo Gentiloni vengono caricati di responsabilità dalla Commissione sulle modalità di nomina. Il dado è tratto e le dimissioni di Nava sarebbero l'unico gesto istituzionale possibile perché ridarebbero decoro e reale indipendenza alla Consob e leverebbero dall'imbarazzo il Governo, le altre Istituzioni dello Stato e la stessa Commissione Europea».
 
Il caso della segretaria generale Consob
«Inoltre» continua l'attacco del M5s «il Commissario ci fa sapere che la valutazione dell'aspettativa per Giulia Bertezzolo, funzionario non dirigenziale della Commissione, per assumere il ruolo di neo segretaria generale Consob è ancora in fase di valutazione, questa però è già stata nominata a giugno. Come è possibile? Alla irregolarità della sua nomina il Presidente Consob ora aggiunge l'irregolarità della nomina di una collaboratrice del suo ufficio di Bruxelles. Un motivo in più per le sue dimissioni».