13 novembre 2018
Aggiornato 08:30

Tria vola in Cina: in missione a caccia di investimenti (e non solo)

Il ministro dell'Economia inizia oggi la sua visita a Pechino. Sul tavolo il rafforzamento dei rapporti economici e soprattutto il possibile acquisto di bond
Il ministro dellEconomia e delle Finanze, Giovanni Tria, in visita
Il ministro dellEconomia e delle Finanze, Giovanni Tria, in visita (ANSA/US GDF)

PECHINO – Dal oggi, 27 agosto, al 1° settembre il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, effettuerà in Cina la sua prima visita ufficiale al di fuori dell'Unione europea. Della delegazione fa parte anche il vice direttore generale della Banca d'Italia, Fabio Panetta. La missione del ministro Tria in Cina fa seguito a quella del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avvenuta a febbraio dello scorso anno, che ha dato nuovo slancio al dialogo tra Roma e Pechino.

Rapporti cordiali
L'obiettivo dichiarato dal ministero è quello di rafforzare ulteriormente i rapporti economici tra i due Paesi, che possono trarre reciproco vantaggio da una intensificazione delle relazioni economiche, finanziarie e commerciali. L'Italia e la Cina, spiegano da via XX settembre, condividono la volontà di mantenere un clima di collaborazione nello sviluppo ordinato dell'economia mondiale e hanno interesse a cooperare per la difesa della stabilità dei mercati finanziari e a supporto della crescita sostenibile e dell'occupazione. La visita in Cina del ministro dell'Economia e delle Finanze e della Banca d'Italia vuole dunque contribuire a consolidare i rapporti tra i due Paesi sia a livello bilaterale che su un piano multilaterale.

Titoli di Stato e Autostrade
Ma non solo, perché Tria è volato in Estremo Oriente anche con un altro fine, meno esplicito: quello di attrarre investimenti sul debito pubblico. Ovvero, di sondare la disponibilità dei cinesi ad acquistare i nostri titoli di Stato in caso di un (probabile) nuovo attacco speculativo dei mercati sullo spread. Uno scenario non certo impossibile: le autorità locali si sono sempre dimostrate piuttosto prudenti sugli investimenti finanziari esteri, ma anche disponibili a valutare eventuali controproposte che possano fare i loro interessi, più sul fronte economico che quello politico. Ma tra i temi sul tavolo c'è anche quello delle Autostrade per l'Italia: infatti, dopo il gruppo Atlantia dei Benetton, il secondo azionista della società è il cinese Silk Road Fund, con una quota del 5%. Il programma della missione, che si articolerà tra Pechino e Shanghai, prevede numerosi appuntamenti istituzionali e con le autorità finanziarie e monetarie. A Pechino il ministro Tria avrà un incontro bilaterale con il ministro delle Finanze cinese Liu Kun, e colloqui con il governatore della People's Bank of China, Yi Gang. In programma anche un incontro con la comunità d'affari italiana in Cina (Camera di commercio, Ice, imprese). A Shanghai il ministro visiterà la Borsa e incontrerà le autorità locali e i rappresentanti della business community cinese e italiana.