18 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Firmato memorandum Italia-Cina, Di Maio: «Accordi valgono 2,5 miliardi, con un potenziale di 20»

A siglare il documento, il Premier Giuseppe Conte e il presidente cinese Xi Jinping, oltre al vicepremier Di Maio e al presidente della Commissione nazionale di sviluppo e riforme He Lifeng

Video Euronews

ROMA - «Obiettivo raggiunto». Il ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, a conclusione del vertice di Villa Madama che ha visto la firma di numerosi accordi istituzionali e commerciali tra Italia e Cina esibisce con orgoglio le cifre delle intese appena siglate, che hanno coinvolto grandi nomi come Eni, Intesa SanPaolo, Cdp, Ansaldo Energia, Snam, Danieli, oltre alle autorità portuali che controllano i porti di Trieste e Genova. «Solo gli accordi firmati qui oggi - ha detto in una breve conferenza stampa - in sostanza hanno un valore di 2,5 miliardi di euro, con un potenziale di 20. E poi ci sono tutti gli accordi istituzionali. Voglio dedicare questa firma della Via della Seta - sottolinea - ai nostri imprenditori del 'Made in Italy': per me è stato un orgoglio ascoltare il presidente cinese parlare della nostra gastronomia, del nostro agroalimentare del nostro artigianato della nostra innovazione tecnologica. Ne parlava con l'obiettivo di attirare il più possibile prodotti italiani nel mercato cinese, di poter far esportare il più possibile un prodotto, il made in Italy che, parole sue, ha un'ottima reputazione in Cina»

Valorizzato il made in Italy

Insomma, per il vicepremier «l'obiettivo di oggi era questo ed è stato raggiunto in pieno, con firme importantissime di aziende private e di istituzioni pubbliche, ma soprattutto con una visione che è quella di fare sempre più grande il made in Italy nel mondo, di esportarlo sempre di più e questo significa nuovi posti di lavoro e nuove aziende in Italia e aziende sempre più grandi. Quello che abbiamo fatto oggi è un altro passo per aiutare la nostra economia a crescere e aiutare soprattutto le nostre eccellenze, che non hanno eguali nel mondo"

Vogliamo riequilibrare la bilancia commerciale

Ma «il nostro obiettivo con questi accordi - puntualizza Di Maio - è cominciare a riequilibrare una sproporzione per cui c'è tanto 'Made in China' che viene in Italia e troppo poco 'Made in Italy che va in Cina. Gli obiettivi ovviamente li monitoreremo con la 'task force Cina' ma ci aspettiamo un notevole graduale aumento delle esportazioni e nei prossimi anni speriamo di poter riequilibrare la bilancia commerciale».

Lavoro di squadra

L'ingrediente principale della giornata odierna è stato il «lavoro di squadra». Il ministro Di Maio vuole ringraziare «tutti quelli che hanno lavorato a questi accordi. Sono stato due volte in Cina, una volta a Chengdu, una volta a Pechino e Shanghai: lì abbiamo lavorato con l'ambasciata italiana e con l'ambasciatore Sequi che ringrazio, con tutto lo staff del ministero dello Sviluppo Economico. E tengo a dire che non è finita qui. Perchèl'accordo siglato oggi sulla Via della Seta fa dell'Italia il primo Paese del G7 che entra nella Via della Seta. Ma adesso bisogna monitorare l'attuazione di tutti gli accordi che abbiamo firmato per aiutare le imprese a fare business in Cina».

Ad aprile altri accordi

Tutto ciò con un ulteriore sviluppo imminente visto che, ha spiegato il vicepremier menzionando la possibilità di ulteriori accordi. «Lavoriamo adesso in questa direzione per il made in Italy in Cina quando il presidente del Consiglio ad aprile sarà lì».

«Italia First»

Quanto alle perplessità franco tedesche sulle iniziative italiane il ministro Di Maio opera delle distinzioni. «Non parlerei di posizione franco-tedesca perchè le due posizioni hanno due sfumature diverse, anche ascoltando le parole del presidente Macron e della presidente Merkel. E' chiaro che l'Italia sulla Via della Seta è arrivata prima e quindi altri Paesi europei in questo momento hanno delle loro posizioni sulle nostre decisioni che riguardano il commercio che possono essere sicuramente posizioni critiche: ne hanno tutto il diritto. Soltanto che, come qualcuno negli Stati Uniti ha detto, 'America First', io continuo a ripetere 'Italia First' nelle relazioni commerciali. Quindi nessuno vuole scavalcare i nostri partner europei. Noi restiamo ben saldi nell'alleanza euroatlantica, restiamo alleati degli Stati Uniti e nella Nato».