18 agosto 2018
Aggiornato 14:30

Moscovici manda un non troppo velato avvertimento all'Italia: «Sforzi strutturali pari a zero»

Le parole del commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, durante la presentazione delle Previsioni economiche di primavera a Bruxelles
Il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, durante la presentazione delle Previsioni economiche di primavera a Bruxelles
Il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, durante la presentazione delle Previsioni economiche di primavera a Bruxelles (EPA/STEPHANIE LECOCQ)

BRUXELLES - Ancora una volta nel mirino di Bruxelles. Ancora una volta controllati a distanza e soffocati dal rigore europeo. L'Italia, in pieno travaglio post elettorale, ha "un messaggio da mandare" all'Ue riguardo al rispetto delle regole comuni dell'Eurozona. E d'altra parte la mancata riduzione del deficit strutturale che aveva richiesto la Commissione europea sarà oggetto della valutazione dell'Esecutivo comunitario nel suo "Pacchetto di primavera" il prossimo 23 maggio. Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici e finanziari, Pierre Moscovici, durante la conferenza stampa di presentazione delle Previsioni economiche di primavera a Bruxelles. "Non cederò - ha detto Moscovici rispondendo a un giornalista italiano - al piacere di commentare la politica italiana, e non mi metterò a valutare questo o quel rischio politico». Moscovici ci tiene soltanto a "constatare" che le elezioni hanno avuto luogo, che è in corso un processo che conduce alla formazione di un nuovo governo e che conduce a una certa prudenza e anche alla speranza che l'Italia resti quello che è, "un paese al cuore dell'Eurozona ed essenziale per l'Eurozona, rispettando le regole che abbiamo elaborato in comune». E specialmente l'Italia - ha sottolineato - ha un messaggio da mandare all'intera Ue e all'Eurozona in particolare".

Pesa l'"incertezza sulle politiche»
Sulla situazione dell’Italia, ma anche su quella dell’intera Unione, pesa «l’incertezza sulle politiche» che «è diventata più pronunciata e, se prolungata, potrebbe rendere i mercati più volatili e intaccare il sentimento economico e i premi di rischio», scrive l’esecutivo comunitario nel capitolo dedicato al nostro Paese, per il quale «i rischi per le prospettive di crescita sono diventati più inclinati verso il basso». Una situazione dettata anche dal fatto che gli sforzi strutturali fatti dall’Italia per il 2018 «sono pari a zero», è la sentenza emessa dal commissario agli affari economici Pierre Moscovici rispondendo a chi gli chiedeva se l’Italia avesse fatto lo sforzo di 0,3% che la Ue aveva chiesto al governo. Quanto al rispetto degli obiettivi di riduzione del deficit strutturale - la Commissione aveva chiesto un taglio dello 0,3% rispetto al Pil - "in effetti - ha riconosciuto Moscovici - pensiamo che c'è una situazione di stabilità prevista per il 2018. Tradotto, significa che lo sforzo strutturale atteso è uguale a zero. Le implicazioni da trarre non sono una questione per oggi, ma saranno trattate - ha annunciato - nel Pacchetto di primavera che presenteremo il 23 maggio".

Evvai con il Pacchetto di primavera
Il Pacchetto di primavera conterrà le "Raccomandazioni specifiche per paese" per tutti gli Stati membri dell'Eurozona e le valutazioni dei loro programmi di stabilità, e sarà basato sulle cifre delle previsioni economiche pubblicate oggi, hanno spiegato fonti della Commissione europea a margine della conferenza stampa di Moscovici. Le raccomandazioni specifiche per l'Italia riguarderanno, oltre alla politica di bilancio, la fiscalità, la Pubblica Amministrazione e la giustizia civile, le banche, il mercato del lavoro. Non è chiaro se il 23 maggio la Commissione presenterà anche il suo rapporto sulla valutazione del rispetto, da parte dell'Italia, delle regole sul debito pubblico.

Secondo il Mef tutto tranquillo
Il ministero dell'Economia millanta sicurezza: «Le stime Ue sull’andamento dell’economia per il 2018 confermano quelle recentemente pubblicate dal governo italiano: una crescita dell’1,5% sull’anno precedente (nel 2017 si è già registrata per l’economia italiana una crescita di pari intensità rispetto al 2016). La stima sul 2019 è invece più contenuta rispetto a quella del Governo: +1,2% (nel Def è previsto +1,4%)». La Commissione, sottolinea il Tesoro, «attribuisce la crescita in buona parte all’andamento vivace degli investimenti nel settore privato, stimolati dalle agevolazioni fiscali. Investimenti che potrebbero indurre un incremento della produttività e del Pil oltre le previsioni (sul fronte dei rischi per la crescita, invece, il rapporto della Commissione cita l’incertezza sulle politiche per il futuro)».

Occupazione? Tendenza positiva, dice il ministero
Per quanto riguarda l’occupazione, commenta ancora via Venti Settembre, la Commissione registra «la continuazione della tendenza positiva avviata nel 2015, con crescenti livelli di occupazione riconducibili anche agli incentivi per le nuove assunzioni di giovani lavoratori, mentre una crescente partecipazione al mercato del lavoro determina una contenuta discesa del tasso di disoccupazione (11,0% per l’anno in corso e 10,6% per il 2019)». In generale sulle finanze pubbliche secondo il ministero «la contabilità definitiva del 2018, che potrà essere apprezzata soltanto nella primavera 2019, mostrerà un andamento in linea con le regole europee».

Finanze publiche, avanti così?
Sul fronte delle finanze pubbliche, prosegue il Tesoro, la Commissione "apprezza la discesa del deficit all'1,7% del Pil per l'anno in corso (1,6% nelle stime del governo) coerente con l'incremento dell'avanzo primario all'1,9%, e per il debito stima una ulteriore discesa in rapporto al Pil rispettivamente al 130,7% e 129,7% per il biennio 2018-2019 (le stime del governo sono rispettivamente 130,8% e 128,0%). Anche per la Commissione, quindi, il rapporto debito-Pil si è stabilizzato tra 2015 e 2017 (dopo sette anni di significativi incrementi, dovuti prevalentemente alla profonda doppia recessione), e nel periodo oggetto di previsione (2018-2019) tenderà a un calo significativo". Il deficit strutturale, conclude il Mef, "rimarrebbe invariato tra 2017 e 2018, secondo le stime della Commissione, mentre il governo, ricorda il ministero, ha stimato una riduzione di un decimo di punto percentuale nel 2018, a partire da un saldo 2017 migliore delle stime precedenti".