20 ottobre 2018
Aggiornato 04:30

Ue, Tajani ribatte a Moscovici: Deficit-Pil al 3%? Non è dogma

Dopo le discusse dichiarazioni di Pierre Moscovici, in un'intervista a Repubblica il presidente dell'Europarlamento torna sulla questione del tetto deficit-Pil
Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.
Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. (EPA/PATRICK SEEGER)

BRUXELLES - Avevano fatto scalpore le dichiarazioni di Pierre Moscovici, vicepresidente della Commissione Europea e Commissario per gli Affari economici dell'UE, a proposito della promessa elettorale di Luigi Di Maio di sfondare il tetto deficit-Pil del 3%. Una proposta che romperebbe un autentico tabù sul quale fino ad oggi si è fondata l'Europa, e che non a caso Moscovici ha definito «un controsenso assoluto». «Sul piano economico - aveva commentato il Commissario -questa riflessione non è pertinente: il tetto del 3% ha un senso molto preciso, quello di evitare che il debito non slitti ulteriormente. Ridurre il deficit - ha martellato il responsabile Ue - significa combattere il debito e combattere il debito significa rilanciare la crescita». Dichiarazioni successivamente tacciate di ingerenza da parte di molti esponenti politici italiani.

Il secondo tentativo di Moscovici
Pochi giorni dopo, Moscovici era ritornato sull'argomento, commentando le tante polemiche scoppiate dopo le sue parole. «Sono stato un po' sorpreso - ha osservato Moscovici rispondendo ai giornalisti durante una conferenza stampa a Bruxelles - dall'eco delle mie modeste affermazioni, che come sempre sono amichevoli riguardo all'Italia. Credo di aver provato, nel mio ruolo di commissario europeo, di essere capace di ascolto attento ai problemi di questo paese, e di dialogo costante. Ci conosciamo adesso da anni e sempre di più col tempo che passa, e sono solito dire - ha ricordato il commissario - che il ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, è quello che vedo di più: una ventina di contatti bilaterali all'anno, che sono sempre amichevoli, produttivi e utili».

Tajani: il 3% non è un dogma
Quindi,  è intervenuto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, che si è dimostrato di tutt'altro avviso rispetto a Moscovici. «Il 3% non è un dogma, dico che se c'è un accordo europeo questo tetto può essere cambiato» ha detto in una intervista al quotidiano Repubblica, sulla possibilità di modificare il tetto del 3% al rapporto deficit/pil, uno dei pilastri del Patto di Stabilità e Crescita. «Si può sforare il 3% in modo concordato con Bruxelles per mettere in campo politiche specifiche per la crescita e con un percorso di rientro prestabilito. Quanto al Fiscal compact, può essere rivisto», spiega Tajani.