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Banca Etruria, Pier Luigi Boschi indagato per falso in prospetto. Bufera sul Procuratore di Arezzo

Pier Luigi Boschi, padre della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, è indagato dalla Procura di Arezzo per il reato di falso in prospetto per i bond del 2013 in un nuovo filone d'indagine

Il presidente della Commissione d'inchiesta sulle banche, Pier Ferdinando Casini, con Maria Elena Boschi
Il presidente della Commissione d'inchiesta sulle banche, Pier Ferdinando Casini, con Maria Elena Boschi (ANSA / LUIGI MISTRULLI)

AREZZO – Pier Luigi Boschi, padre della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio, è indagato dalla Procura di Arezzo per il reato di falso in prospetto per i bond del 2013 in un nuovo filone d'indagine sul dissesto finanziario di Banca Etruria. Insieme a Boschi padre sono indagati anche tutti i componenti del cda presieduto da Giuseppe Fornasari e del collegio sindacale in carica dal 2011 al 2014. Oltre al reato di falso in prospetto, però, sarebbe contestato all'ex vicepresidente di Banca Etruria anche il reato di ricorso abusivo al credito, in quanto proprio a causa dei prospetti falsati la banca si sarebbe rivolta al mercato in maniera impropria per far sottoscrivere i suoi bond. Vale la pena ricordare che la Consob l’estate scorsa aveva già multato per 2,7 milioni l’intero Cda in carica nel 2013 e sanzionato con 120 mila euro proprio Pier Luigi Boschi.

Pier Luigi Boschi indagato per banca Etruria
Il padre di Maria Elena Boschi è indagato. E il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo, Roberto Rossi, quando è stato ascoltato giovedì scorso in audizione dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario ha omesso di rivelare che l'ex vicepresidente di Banca Etruria fosse stato iscritto nel registro degli indagati per falso in prospetto e che su questo sono in corso delle verifiche. Rossi avrebbe scritto oggi una lettera rivolta proprio al presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, per spiegare la sua posizione. La missiva sarà trasmessa in via riservata dal Presidente agli altri membri. Il Procuratore, secondo quanto si apprende, ha sottolineato di esser stato «corretto» e di aver «risposto a tutte le domande» precisando anche di aver annuito quando gli è stato chiesto se Pier Luigi Boschi poteva essere indagato.

L'affondo del M5s contro il Pd
Ora, però, Roberto Rossi rischia di finire davanti al Csm con l'accusa di aver mentito di fronte alla Commissione. Intanto il Movimento 5 stelle non perde tempo e forte dell'avviso di garanzia recapitato a Pier Luigi Boschi si lancia con forza all'attacco del Partito democratico: «Dopo l'esultanza dei giorni scorsi, oggi dal Pd assistiamo a un silenzio assordante rispetto alle nuove rivelazioni da parte della stampa, relative al procuratore di Arezzo e all'avviso di garanzia nei confronti di Pier Luigi Boschi – afferma in una nota il senatore pentastellato Carlo Martelli - . Per quanto i renziani cerchino di gettare fumo negli occhi è evidente a tutti che ci sono aspetti relativi alla vicenda dell'istituto di credito toscano che non tornano e che lambiscono molto da vicino il partito di Renzi e il suo entourage».