Legge di bilancio, ultima manovra della Legislatura. Tutte le novità
Il menù non è ancora completo e il governo è alla ricerca di risorse aggiuntive per un provvedimento che già così come è stato illustrato al Parlamento parte da un valore di 19,6 miliardi. Stop aumenti Iva e sgravi assunzioni giovani.

ROMA - Oggi il governo svelerà le carte sull'ultima manovra della Legislatura. Dopo aver approvato il decreto fiscale, il Consiglio dei ministri varerà la Legge di Bilancio nei tempi chiesti da Bruxelles. Una parte delle coperture della manovra è garantita da alcuni interventi contenuti nel decreto, gli altri fondi arriveranno da nuove misure. Il menù, tuttavia, non è ancora completo e il governo è alla ricerca di risorse aggiuntive per un provvedimento che già così come è stato illustrato al Parlamento parte da un valore di 19,6 miliardi. I tecnici continuano infatti a lavorare e lo stesso ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan di ritorno da Washington ha ripreso le fila della manovra.
Oltre ai 15,7 miliardi necessari per sterilizzare l'aumento dell'Iva (1 miliardo è già stato anticipato con il dl fiscale) serviranno risorse per finanziare gli aumenti contrattuali del pubblico impiego, le missioni all'estero, gli sgravi contributivi per le assunzioni dei giovani, la lotta alla povertà e i fondi per imprese e investimenti. Un elenco di non poco conto che potrebbe far lievitare il valore iniziale del provvedimento. Ci sono, infatti, altre richieste che attendono risposte a partire dal capitolo pensioni che domani sarà nuovamente affrontato nel corso di un tavolo fra il ministro Giuliano Poletti e i sindacati. Senza dimenticare, inoltre, che il governo ha aperto alla revisione del superticket da 10 euro andando incontro alle richieste di Mdp.
Secondo la cornice illustrata finora, circa 10 miliardi arriveranno dalla maggiore flessibilità sul deficit concordata con l'Europa (lo 0,6% del Pil, la differenza tra un indebitamento netto programmatico all'1,6% e un tendenziale all'1%) e serviranno tutti per cancellerare le clausole di salvaguardia sull'Iva. Il resto è atteso da nuove entrate per circa 5 miliardi (e tra queste viene conteggiato parte del gettito della nuova rottamazione delle cartelle contenuta nel dl fiscale e l'estensione dell'autofatturazione dell'Iva a tutte le società controllate dalla P.A.) e da tagli alla spesa per circa 3,5 miliardi. Si attendono, quindi, ulteriori tagli ai ministeri oltre che un rafforzamento delle misure contro l'evasione fiscale. Ma l'ostacolo maggiore all'individuazione di nuove coperture resta il quadro di finanza pubblica che si muove in un "sentiero stretto" come ripete da mesi il ministro Padoan.
Domani dopo l'approvazione del ddl, l'esecutivo invierà a Bruxelles il Draft budgetary plan, il documento che sintetizza gli interventi di politica economica che si intendono attuare l'anno successivo. Documento che per prassi deve essere inviato entro il 15 ottobre ma cadendo quest'anno di domenica l'invio slitta al lunedì. Il disegno di legge, invece, dovrà essere inviato alle Camere entro il 20 ottobre.
Queste le principali misure che dovrebbero comporre il menù della manovra.
SGRAVI STRUTTURALI ASSUNZIONI GIOVANI: le imprese che assumeranno giovani a tempo indeterminato pagheranno contributi ridotti del 50% per due anni. Si ragiona se estendere per il solo 2018 l'età dai 29 ai 35 anni. Lo sgravio potrebbe salire al 100% per chi assume apprendisti o studenti che hanno fatto l'alternanza scuola-lavoro e per le imprese del Sud.
STOP AUMENTO IVA: lo stop alle clausole di salvaguardia sull'Iva assorbirà la maggior parte delle risorse della manovra. Il costo complessivo è di 15,7 miliardi, circa 10 arriveranno dal maggior spazio sul deficit. Un miliardo è stato anticipato nel dl fiscale.
SUPER TICKET: si punta a una riduzione graduale o selettiva e non è escluso che la misura possa arrivare nel corso dell'iter parlamentare della legge di bilancio.
LOTTA POVERTÀ: circa 600 milioni saranno destinati a finanziare il reddito di inclusione e le misure per la lotta alla povertà
RINNOVO CONTRATTI P.I.: dopo la sentenza della Corte costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco degli aumenti il governo ha dovuto correre ai ripari. La nuova dote potrebbe salire fino a 1,9 miliardi e servirà per permettere l'aumento da 85 euro.
BANCOMAT: nel corso dell'iter parlamentare verrà definita meglio la norma che prevede multe per chi non accetta il bancomat o la carta di credito per i pagamenti. La misura va dettagliata meglio con una maggiore precisazione delle categorie evitando penalizzazioni. Il tutto per fare chiarezza in vista della messa a punto del decreto attuativo.
STRETTA BENZINA: è possibile che arrivi una nuova stretta sul settore dei carburanti.
FATTURAZIONE ELETTRONICA: si punta a estendere l'obbligo di fatturazione elettronica ai privati, prevista attualmente nei rapporti con la P.A. La misura, stralciata dal decreto fiscale, potrebbe essere inserita in manovra, ma è molto probabile che l'adozione venga rimandata al 2019.
WEB TAX: la decisione sarà lasciata al Parlamento anche per attendere gli sviluppi a livello europeo.
REVISIONE SPESOMETRO: come emendamento durante l'iter in Parlamento potrebbe arrivare un riassetto dello spesometro
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