15 dicembre 2019
Aggiornato 21:00
Previdenza

Boeri rilancia: «Gli immigrati ci hanno regalato un punto di Pil»

Il presidente dell'Inps torna a parlare dell'immigrazione nel Belpaese e sostiene che regala circa un punto di Pil a fronte di pensioni non erogate. Ma la Lega Nord ribatte sui dati

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, rilancia sulla questione migratoria.
Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, rilancia sulla questione migratoria. ANSA

ROMA – Tito Boeri torna alla carica sul tema immigrazione. Secondo i dati citati dal presidente dell'Inps, gli immigrati regolari versano ogni anno 8 miliardi di contributi sociali e ne ricevono solo 3 in termini di pensioni e di altre prestazioni sociali. Quindi, il saldo netto sarebbe pari a 5 miliardi per le casse dell'Inps. Tito Boeri è intervenuto nel corso di un'audizione a Palazzo San Macuto per rilanciare la questione dei contributi previdenziali versati dagli immigrati, di cui l'Italia avrebbe bisogno per sostenere i suoi (dissestati) conti pubblici. «Certo, a fronte di questi contributi netti vi saranno un domani prestazioni da erogare - ha sottolineato Boeri - gli immigrati di oggi faranno parte dei pensionati di domani». Ma è anche vero che in molti casi i contributi previdenziali degli immigrati non si traducono poi necessariamente in pensioni.

Il monito di Boeri
«Abbiamo calcolato che fin qui gli immigrati ci hanno regalato circa un punto di Pil di contributi sociali a fronte dei quali non sono state loro erogate delle pensioni», ha spiegato Boeri. E ogni anno questi contributi a fondo perduto degli immigrati valgono circa 300 milioni di euro di entrate aggiuntive nelle casse dell'Inps. Secondo Boeri l'Italia ha necessariamente bisogno dei contributi degli immigrati regolari per mantenere in equilibrio il sistema pensionistico.

L'emergenza sbarchi non si esaurirà in poco tempo
«Abbiamo 3 milioni di immigrati regolari che contribuiscono ogni anno alle casse dell'Inps - ha detto - lanciamo questo campanello d'allarme sugli immigrati regolari proprio nel momento in cui l'attenzione dell'opinione pubblica è tutta sugli sbarchi». Boeri ha sottolineato che «l'emergenza rifugiati e sbarchi non è una cosa di oggi o destinata a risolversi in poco tempo». E' invece uno scenario che avremo di fronte ancora per un tempo non limitato. E il problema dei nostri equilibri «va affrontato adesso», le simulazioni lo documentano.

L'Italia ha bisogno degli immigrati
«Abbiamo bisogno adesso di cominciare a pensare seriamente a questo problema. Ma purtroppo ci stiamo un po' condannando a subire i costi dell'immigrazione senza ottenere i benefici», ha aggiunto il presidente dell'Inps. Secondo Boeri il «punto centrale» è che, «alla lunga, una situazione in cui c'è la presenza di molte persone in Italia che vorrebbero lavorare regolarmente e che non sono messe in condizione di farlo, è qualcosa destinata a creare una situazione di forte disagio sociale e a rendere più difficile gestire il fenomeno dell'immigrazione», oltre che «creare problemi anche per i conti pubblici, per i conti previdenziali».

La replica della Lega Nord per bocca di Calderoli
Ma non tutti apprezzano le parole di Boeri. Prima fra tutte la Lega Nord. Secondo il vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli, «sbaglia il presidente dell'Inps ad ostinarsi a ripetere che gli immigrati non hanno sottratto il lavoro agli italiani». Per il senatore leghista si tratta di una «bugia» contraddetta dai numeri forniti dallo stesso Boeri incrociati con quelli forniti dall'Istat: se da una parte la percentuale di giovani immigrati che pagano regolari contributi previdenziali è salita al 35%, dall'altra la percentuale di nostri giovani che non hanno un lavoro è intorno al 40%, questo significa semplicemente «che i giovani immigrati hanno tolto il lavoro ai giovani italiani che sono costretti ad andarsene all'estero in cerca di opportunità professionali», ha concluso Calderoli.