Previdenza

Pensioni, oltre 66mila domande per Ape e lavoratori precoci ma i soldi non bastano per tutti

L'Inps ha reso noti i dati delle domande di certificazione per accedere al pensionamento anticipato, ma il tetto previsto per quest'anno è stato superato ampiamente

All'Inps sono arrivate oltre 66mila domande per il pensionamento anticipato.
All'Inps sono arrivate oltre 66mila domande per il pensionamento anticipato. (ANSA/GIORGIO ONORATI)

ROMA - Sono state 66.409 le domande di certificazione delle condizioni di accesso all'Ape sociale e al pensionamento anticipato per i lavoratori precoci presentate entro la scadenza del 15 luglio, prevista per coloro che maturano i requisiti entro il 31 dicembre 2017. Lo rende noto l'Inps, spiegando che le domande sono 39.777 di certificazione delle condizioni di accesso all'Ape sociale e 26.632 di certificazione delle condizioni di accesso al pensionamento anticipato per lavoratori precoci. E' stato quindi superato il tetto previsto per quest'anno, pari a 60mila unità.

La maggior parte arriva dalla Lombardia
Il maggior numero di domande è stato presentato in Lombardia (11.048), seguita dal Veneto (6.701), dalla Sicilia (5.608), dal Piemonte (5.568), dall'Emilia Romagna (4.865), dal Lazio (4.594) e dalla Toscana (4.566). La tipologia di aventi diritto più rappresentata è quella dei lavoratori disoccupati con 34.530 domande, seguiti dagli addetti alle mansioni difficoltose (15.030). Per quanto riguarda la distribuzione per genere, le donne che hanno presentato la domanda per la certificazione per l'Ape sociale sono state 11.668, contro le 28.109 degli uomini. Le domande per la certificazione per lavoro precoce, invece, sono state presentate da 22.900 uomini e da 3.732 donne.

La graduatoria sarà pubblicata il 15 ottobre
Tra le richieste di pensione anticipata la componente maschile è evidentemente quella dominante: meno di una su quattro è stata infatti presentata da una donna, per la precisione solo il 23,2% del totale. Ricordiamo che l'ape social viene riconosciuta a disoccupati e disabili con almeno 63 anni di età e 30 di contributi e con ammortizzatori sociali esauriti. Oppure a coloro che hanno svolto lavori usuranti e gravosi (infermieri, maestre d'asilo, macchinisti, facchini) e hanno 36 anni di contributi. i cosiddetti lavoratori precoci, coloro che hanno lavorato almeno 12 mesi prima dei 18 anni, potranno andare in pensione con almeno 41 anni di contributi. La graduatoria sarà messa a punto entro il 15 ottobre e, in caso di risorse insufficienti, avranno la priorità coloro che sono più vicini alla pensione di vecchiaia.