28 novembre 2020
Aggiornato 08:30
Crediti deteriorati

Inps nei guai come le banche: sofferenze a go go

Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha lanciato un vero e proprio allarme sui conti in rosso dell'Istituto di previdenza, che come le banche ha serie difficoltà a riscuotere i suoi crediti

ROMA – L'Inps sta messa peggio delle banche italiane. E a lanciare l'allarme è il presidente Tito Boeri in persona. I conti dell'Istituto di previdenza sociale sono in rosso e peggiorano tutti i principali indicatori di salute del bilancio. Il risultato d' esercizio è in perdita per 6.279 milioni a fronte di una previsione di 6.152 milioni. Il saldo di competenza finanziaria è passato a -6.599 milioni da -6.551 milioni. L'avanzo di amministrazione si è ridotto a 26.363 milioni dai 26.411 milioni precedenti. Numeri da brivido da cui dipendono anche le nostro pensioni. Ma l'allarme è solo politico, perché ad oggi le prestazioni dell'Inps non sono a rischio. E in futuro?

Boeri lancia un allarme politico
Tito Boeri lancia un allarme prettamente politico perché a ripianare i conti dell'Inps provvede direttamente lo Stato. Ma il messaggio è quantomai chiaro. La previdenza, insieme alla sanità, rappresenta l'uscita più importante delle casse statali. E non a caso il Fondo monetario internazionale ha recentemente raccomandato al Governo di tagliare le pensioni per far quadrare i conti pubblici. Non molto tempo fa Boeri era tornato sulla questione dei vitalizi sostenendo – senza peli sulla lingua - che il rosso dell'Inps si è creato «perché in passato sono stati concessi trattamenti pensionistici troppo vantaggiosi ad alcune persone per finalità prettamente elettorali».

Il bilancio dell'Inps è il bilancio dello Stato
Per provvedere ai bisogni dell'Inps, lo Stato italiano sborserà nel 2017 ben 113.344 milioni di euro, di cui 17.450 milioni di euro serviranno solo a coprire le spese per le pensioni degli invalidi civili (una delle voci più consistenti).Vale la pena ricordare che la solvibilità dell'ente non è messa in discussione, ma non può dirsi altrettanto della stabilità dei conti del Tesoro da cui la prima dipende de facto. Come ricorda Boeri «il bilancio dell'Inps è il bilancio dello Stato, perché l'Inps eroga delle prestazioni per conto dello Stato».

Il dilemma delle sofferenze
Ben venga quindi il monito di Tito Boeri, che fa bene a puntare i riflettori sulle difficoltà contabili dell'Istituto. Soprattutto perché, come le banche, è afflitta dal gravoso problema dei crediti deteriorati. E anche qui i numeri sono da capogiro. Sono pari a 109.697 milioni di euro. E come sottolinea Nino Sunseri su Libero, l'ammontare complessivo previsto del Fondo svalutazione crediti è quantificato in 59.558 milioni, con una percentuale media di svalutazione del 54,3%. In parole povere significa che circa la metà dei crediti dell'Inps sono già andati in fumo. Nella pancia delle banche italiane i crediti deteriorati ammontano invece a a 173 miliardi di euro, il 9,4% dei prestiti complessivi.