24 giugno 2017
Aggiornato 17:30
Fisco

Al via i pignoramenti sui conti correnti, ecco come difendere i propri risparmi

Dal 1° luglio l'Agenzia delle Entrate - Riscossione potrà pignorare direttamente i conti correnti dei cittadini italiani senza alcuna autorizzazione da parte del giudice

L'ex premier, Matteo Renzi, aveva promesso che l'abolizione di Equitalia sarebbe stata una buona notizia per i contribuenti.
L'ex premier, Matteo Renzi, aveva promesso che l'abolizione di Equitalia sarebbe stata una buona notizia per i contribuenti. (ANSA)

ROMA – Pignoramenti a go go. Sono quelli previsti a partire dal 1° luglio, quando l'Agenzia delle Entrate – Riscossione potrà pignorare direttamente i conti correnti dei contribuenti se questi hanno debiti nei confronti del Fisco. Noi del Diariodelweb avevamo già messo in guardia i cittadini italiani su quanto sta per accadere. Ora però vorremmo aiutare i contribuenti a tutelare i loro risparmi mettendoli al riparo da incursioni «indesiderate». Ecco alcuni «trucchetti» per difendere il proprio conto corrente bancario dai pignoramenti dell'Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Pignoramenti al via dal 1° luglio
Dal 1° luglio 2017 l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, quella sponsorizzata dal governo Renzi insieme all'abolizione di Equitalia, potrà pignorare direttamente i conti correnti dei contribuenti senza alcuna autorizzazione del giudice. Inoltre, l'articolo 3 del D.L. 193/2016 potenzierà i poteri del Fisco in materia di controllo delle disponibilità liquide dei contribuenti. Perciò, la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà molti più poteri della «cara e vecchia» Equitalia. E per i cittadini italiani non si tratta affatto di una buona notizia. Ecco «l'ennesimo raggiro» del governo Renzi, come lo ha definito la presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni.

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Come difendere i propri risparmi
Tuttavia, esistono diversi dei modi per difendere i propri soldi dalle incursioni indesiderate del Fisco e noi ve ne sveliamo alcuni. Il primo consiste nel tenere il conto completamente in rosso, ma sempre nei limiti del fido concesso dalla banca. Il secondo consiste nel prelevare tutti i giorni e spostare i soldi su un altro conto corrente, lasciando il primo a saldo zero. E' questo il «trucchetto» più comune, perché così facendo si tiene il conto corrente principale al riparo da qualsiasi pignoramento. Ma in molti ricorrono anche alla cointestazione del conto corrente: perché né Equitalia né l'Agenzia delle Entrate – Riscossione possono pignorare un conto che appartiene per metà ad un'altra persona che non ha debiti con il Fisco. Infine, c'è un altro modo egualmente efficace per tutelare i propri risparmi: bisogna far sì che sul proprio conto vengano accreditati solo lo stipendio e la pensione. Il Fisco, infatti, può pignorare un conto solo se su di esso si rintracciano entrate differenti da quelle reddituali di stipendio o dell'assegno pensionistico.