Crisi MPS

Mps, il processo agli ex vertici resta a Milano

I giudici del Tribunale di Milano hanno respinto al mittente le eccezioni preliminari sollevate dagli avvocati degli imputati per trasferire il processo a Siena

Il processo agli ex vertici di Mps resta a Milano.
Il processo agli ex vertici di Mps resta a Milano. (ANSA/MATTEO BAZZI)

MILANO – Il processo agli ex vertici della banca più antica del mondo resta nella città meneghina. I giudici del Tribunale di Milano, infatti, hanno respinto al mittente tutte le eccezioni preliminari sollevate dalle difese per chiedere il trasferimento del processo in quel di Siena.

Il processo rimane a Milano
Il processo agli ex vertici di Monte Paschi Siena resta a Milano. I legali degli imputati si sono visti respingere tutte le eccezioni preliminari che avevano sollevato allo scopo di chiedere il trasferimento a Siena del procedimento. In particolare, gli avvocati avevano fatto appello al principio della competenza del reato più grave, sostenendo che la manipolazioni del mercato avrebbe avuto luogo proprio nella città senese.

I giudici hanno respinto le eccezioni preliminari
I giudici del Tribunale di Milano, però, hanno chiarito che il presunto reato «non è consumato se non arriva al pubblico» e poiché sarebbe stato realizzato solo con l'invio alle agenzia di stampa delle informazioni ritenute ingannevoli la richiesta non è stata accolta. Inoltre, i giudici hanno bocciato anche le altre eccezioni relative al difetto di giurisdizione e alla nullità del decreto che ha disposto il giudizio. Il processo, dunque, resterà a Milano.

L'aggravante della transnazionalità
E la Procura della città meneghina non sembra fare sconti agli imputati, visto che dovrà pronunciarsi anche sull'aggravante della natura transnazionale della presunta manipolazione del mercato. Secondo il pm Stefano Civardi la transnazionalità sarebbe data dal fatto che i manager coinvolti, non solo quelli del Monte Paschi Siena ma anche quelli di Deutsche Bank, avrebbero dato vita a una vera e propria «organizzazione criminale transnazionale». Coinvolti nei fatti sarebbero Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, all'epoca presidente e direttore generale di Mps. Tutti gli azionisti del Monte Paschi Siena si sono costituiti parte civile e la nuova tappa del processo sarà il 16 maggio prossimo.