19 gennaio 2020
Aggiornato 00:00
Dopo il raid Usa

Borse, petrolio in rialzo ma la Siria spaventa i mercati e parte la corsa all'oro

Dopo l'attacco Usa in Siria i prezzi del petrolio si infiammano. Ma in Europa le Borse temono le conseguenze del raid e parte la corsa all'oro, bene rifugio per eccellenza

MILANO - Si infiammano i prezzi del petrolio dopo l'attacco missilistico Usa sulla base siriana di Al Shayrat. Sui mercati internazionali i contratti future del petrolio hanno subito reagito alla notizia. In Europa, invece, le Borse subiscono una flessione. Preoccupa, e non poco, la Siria.

Il rally del petrolio dopo l'attacco Usa
La pioggia di missili americani ha investito in pieno la base siriana di Al Shayrat, considerata la struttura da cui è partito l'attacco chimico su Khan Sheikun, nel quale sono morti oltre 80 civili e numerosi bambini. Donald Trump ha compiuto così la sua prima mossa militare da presidente degli Stati Uniti. Sull'onda dell'attacco Usa il prezzo del Brent, scadenza giugno, è salito fino a un picco di 56 dollari al barile. Poi alcune prese di beneficio hanno ridotto lo spunto a 55,60 dollari (+1,53%). Stessa musica per il contratto del Wti, scadenza giugno, salito fino a 52,94 dollari, poi i realizzi hanno ridotto il rialzo a 52,46 (+1,47%).

La Siria preoccupa invece le Borse europee
In Europa, invece, la situazione siriana desta preoccupazione e le Borse ne risentono. Piazza Affari guadagna lo 0,1%, Londra lo 0,1%, Francoforte resta in calo dello 0,48% e Parigi dello 0,19%. Tokyo archivia invece le contrattazioni in territorio positivo, con l'indice Nikkei che sale dello 0,36% a 18.664,63 punti. Piazza Affari viaggiava agli esordi della seduta con una modesta flessione dello 0,30%. Ma l'indice Ftse Mib, che segna -0,28%, ha già recuperato una parte del ribasso accusato nella prima parte della mattinata. Dal lato dei ribassi segnano il passo alcuni ciclici industriali quali Brembo -1,06% e Fca -0,72%, si tratta soprattutto di rotazione settoriale.

Balzo in avanti per l'oro, bene rifugio
Per la distribuzione on line del "pret à porter" cede posizioni Yoox -1,01%. Tra i 40 big del listino milanese, il denaro premia i cosiddetti titoli «oil sensitive» dopo l'attacco missilistico Usa contro la Siria. Avanzano Saipem +1,4%, Tenaris +0,56% ed Eni +0,59%. Per l'high tech torna in battuta Stm +0,63%. L'euro è in rialzo sul dollaro e c'è un balzo in avanti anche per l'oro, saltato a 1263 dollari l'oncia, ai massimi da novembre 2016. Non a caso l'attacco Usa può aver sollecitato l'aumento del bene rifugio per eccellenza, sul quale gli operatori tendono a scommettere quando i mercati sono pervasi dalla paura che il contesto geopolitico internazionale possa peggiorare.