22 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
Welfare Index Pmi

Welfare aziendale, le imprese più attive sono in crescita

Il rapporto presentato alla Luiss da Generali Italia racconta un fenomeno positivo in crescita: le piccole e medie aziende sono sempre più attente al welfare e fanno rete per aiutarsi a vicenda

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti.
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. ANSA

ROMA - Sembra che le piccole e medie imprese siano sempre più attente al welfare aziendale con l'obiettivo di aumentare il benessere dei dipendenti. Sanità integrativa, conciliazione dei tempi vita-lavoro, sostegno alla maternità, iniziative sul territorio, ma anche attività per il tempo libero e la cultura: sono queste le aree del welfare cresciute più velocemente nell'ultimo anno. E' quanto rileva il rapporto «Welfare Index Pmi», promosso da Generali Italia con la partecipazione di Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni).

Il rapporto Welfare Index Pmi
Per il secondo anno, lo studio ha analizzato il livello di welfare in 3.422 Pmi su circa 600mila imprese di riferimento. In un anno, le aziende molto attive nel welfare aziendale sono raddoppiate. I fattori chiave per la futura crescita del welfare nelle Pmi, sottolinea il rapporto, sono la conoscenza di norme, incentivi e strumenti del welfare aziendale, insieme con la possibilità di aggregarsi in rete di impresa.

Come a chi è stato presentato lo studio
Lo studio è stato presentato all'università Luiss di Roma a una platea di imprenditori, rappresentanti delle istituzioni, docenti e studenti, alla presenza del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti; Marco Sesana, country manager e amministratore delegato di Generali Italia; Alberto Baban, presidente piccola industria di Confindustria; Mario Guidi, presidente di Confagricoltura; Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato; e Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni.

Come cresce il welfare aziendale
«Il welfare aziendale è una priorità strategica per Generali Italia, innanzitutto per i nostri oltre 14mila dipendenti, per i quali nel tempo abbiamo costruito un'articolata serie di servizi, dalla previdenza complementare alla sanità integrativa, ai flexible benefits - ha detto Sesana - un'esperienza che mettiamo a disposizione di tutte le aziende nostre clienti, in particolare le piccole e medie imprese, grazie alla presenza capillare della nostra rete sul territorio».

Le imprese molto attive sono raddoppiate
Welfare Index Pmi ha monitorato le iniziative delle imprese in 12 aree: previdenza integrativa, sanità integrativa, servizi di assistenza, polizze assicurative, conciliazione vita-lavoro, sostegno economico, formazione, cultura e tempo libero, sostegno ai soggetti deboli, sicurezza e prevenzione, welfare allargato al territorio e alle comunità. Le protagoniste della crescita sono state le imprese già attive, cioè quelle che avevano avviato piani di welfare aziendale anche negli anni precedenti. In particolare, le imprese molto attive, che attuano iniziative in almeno sei aree, sono quasi raddoppiate: 18,3% del totale rispetto al 9,8% del 2016.

Le aree che sono cresciute di più
Le aree che sono cresciute di più rispetto allo scorso anno sono la sanità integrativa (47% delle Pmi ha realizzato almeno un'iniziativa rispetto al 39% del 2016); la conciliazione vita-lavoro (31% aziende attive rispetto al 22%) con iniziative di flessibilità dell'orario e dell'organizzazione del lavoro (lavoro a distanza, estensione congedi maternità e paternità); welfare allargato al territorio (23% aziende attive rispetto al 15%) dove spiccano i contributi alle comunità locali per attività di volontariato e centri ricreativi, che le Pmi hanno un forte legame con il loro territorio; cultura, ricreazione e tempo libero (5% delle aziende attive rispetto al 3%) con incentivi per i dipendenti per eventi culturali e tempo libero (convenzioni con palestre, abbonamenti o biglietteria per cinema e spettacoli, formazione extraprofessionale - musica, teatro, fotografia).

La previdenza integrativa
Tra le altre aree rimane stabile, ma di fondamentale importanza, la previdenza integrativa: il 40% delle imprese intervistate ha dichiarato di avere attuato iniziative per integrare le prestazioni del sistema pensionistico a favore dei propri dipendenti. Tuttavia, l'indagine evidenzia che la maggior parte delle Pmi sta ancora muovendo i primi passi nel welfare aziendale: il 58% ha iniziative in non più di tre aree, a dimostrazione che il welfare aziendale si sta sviluppando in modo graduale.

La distribuzione geografica
Come nella scorsa edizione, non c'è una differenza significativa a livello geografico: la diffusione territoriale delle iniziative non cambia tra Nord, Centro e Sud. Per esempio, la sanità integrativa è stata adottata da almeno una Pmi nel 35,6% a Nord, nel 34,3% al Centro e nel 33,5% al Sud. Quello che differenzia molto il tasso di iniziative di welfare è la dimensione aziendale. Sempre sulla sanità integrativa, si passa dal 23,7% delle imprese con meno di 10 addetti, fino al 72,4% delle imprese dai 100 fino al 250 addetti. Ciò significa che le Pmi hanno il problema di come strutturare le iniziative di welfare su una popolazione minima di lavoratori in azienda.

Perché è importante la conoscenza delle norme
Non è solo un tema di risorse, ma anche di informazioni disponibili e di competenze interne. Il principale fattore di successo dell'adozione di misure di welfare aziendale è la conoscenza, ovvero l'informazione sulle norme, sulle opportunità fiscali e sugli strumenti di welfare, come i flexible benefits: solo due aziende su 10 hanno una conoscenza precisa delle regole e degli incentivi del welfare aziendale, e sono le più attive. Le alleanze e le reti d'impresa sono la via che permette alle Pmi di raggiungere la massa critica.

Fare rete è la strada vincente
Nel 22% dei casi, le aziende più attive si sono associate con altre imprese o hanno utilizzato servizi comuni di tipo associativo. Welfare Index Pmi ha chiesto alle Pmi l'obiettivo per cui adottano iniziative di welfare aziendale e quali sono stati i risultati. La maggior parte (50,7%) ha dichiarato che lo scopo principale è migliorare la soddisfazione dei lavoratori e il clima aziendale. Il 16% la fidelizzazione e la produttività del lavoro. Sul primo obiettivo, il 71% delle imprese molto attive (in almeno 6 aree) ha dichiarato di aver già ottenuto risultati positivi e di attendersi ulteriori miglioramenti nel lungo periodo.

Il rating Welfare Index Pmi
Quest'anno Welfare Index Pmi ha introdotto una novità: il rating Welfare Index Pmi, uno strumento che permette alle imprese di comunicare il proprio livello di welfare in modo più semplice e immediato, facendo diventare il welfare aziendale un vantaggio competitivo, oltre che a stimolare un percorso di crescita. Tutte le imprese partecipanti all'indagine sono state classificate con un valore crescente da 1W a 5W, sulla base dell'ampiezza e del contenuto delle iniziative, dell'originalità e delle politiche di welfare.

Le 22 aziende con le 5 W
Sono 22 le aziende che hanno ottenuto le 5W: storie d'eccellenza, ovvero aziende che hanno attuato un ampio ventaglio di iniziative per il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie, con soluzioni originali: Acli Servizi Trentino, Agrimad, Fungar, Natura Iblea, Baobab Cooperativa Sociale Onlus, Castel, Colorificio San Marco, Consorzio Agrario Adriatico, Consorzio Farsi Prossimo, Conte Vistarino, Ecosviluppo, Gas Rimini, Il Piccolo Principe Onlus, il Pugno Aperto Società Cooperativa Sociale, La Nuvola Onlus, Monnalisa, Siropack Italia, Sonzogni Camme, Stranaidea Onlus, Thun Logistic, Vesti Solidale Onlus, 3C Catene.

Le migliori storie di welfare sono state premiate
Durante l'evento, patrocinato dalla presidenza del consiglio dei ministri, sono state premiate le migliori storie di welfare per ogni settore. Per l'industria i premiati sono Sonzogni Camme, Colorificio San Marco e Siropack Italia. Per il commercio e i servizi Gruppo Società Gas Rimini, Thun Logistics e Consorzio Agrario Adriatico. Per l'agricoltura Fungar, Agrimad e Conte Vistarino. Per l'artigianato 3C Catene, Gruppo C.I.Ae Sartori Costruzioni. Nella categoria studi e servizi professionali ACLI Servizi Trentino, Studio Piermassimo Aversanoe Studio Tommaso Sila.