15 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Needo, l'asilo mobile di Vanessa che riqualifica i container marittimi

Un container riqualificato e progettato per diventare un asilo nido, ubicato vicino alle aziende, per facilitare gli spostamenti dei genitori
Needo, l'asilo mobile di Vanessa che sfrutta i container marittimi
Needo, l'asilo mobile di Vanessa che sfrutta i container marittimi (Shutterstock.com)

MODENA - Un asilo nido on demand, fatto su misura, recuperando i container marittimi che rimangono inutilizzati e adibendoli a spazi per ospitare i bambini. «Lo so, può sembrare strano, ma ti assicuro che può funzionare», mi dice Vanessa Boccia, fondatrice della startup Needo, piazzandomi su un tavolo una serie di rendering. Quelli che, inizialmente, erano container per il trasporto marittimo di merci, si sono trasformati in spazi davvero interessanti, con bagno, cucina, dormitorio e spazi per lo svolgimento di attività pedagogiche. Il tutto reso a norma, un progetto che è anche sostenibile e, soprattutto antisismico. «Già, perchè devi sapere che l’87% delle scuole in Italia, oggi, non è costruita con criteri antisismici», continua Vanessa.

Vanessa, modenese, una laurea allo IED di Milano in Interior Design, quando è uscita dall’università, nonostante il mondo del design fosse a un punto fermo, ha sempre continuato a sperimentare. «Ho partecipato a tanti concorsi - mi racconta - . Non volevo perdere la creatività e volevo contribuire a creare qualcosa di innovativo. Nel 2015 ho partecipato a un concorso indetto in occasione di Expo che chiedeva di ideare delle soluzioni per migliorare la vita delle donne. E’ stato in quel momento che è nata l’idea di Needo. Da una parte le lunghe liste d’attesa per gli asili nido comunali, dall’altra le ingenti rette per quelli privati. Fattori che contribuiscono anche alla disoccupazione femminile: non trovando le soluzioni più appropriate per il proprio figlio, le madri preferiscono stare a casa da lavoro». Secondo l’ispettorato nazionale del lavoro, infatti, il 78% delle dimissioni registrate nel 2016 è ad opera di donne con figli. Un dato allarmante, che deriva anche dal mancato accoglimento del figlio all’asilo nido.

Needo è un progetto a 360 gradi. Da una parte i moduli abitativi (la riqualificazione e il riassemblaggio dei container) che possono essere facilmente trasportati e ubicati nelle aree più prossime alle aziende per facilitare gli spostamenti dei genitori, dall’altra un vero e proprio progetto educativo: «Needo, infatti, si occupa anche di apportare servizi come la mensa, quello di pulizia, le educatrici e il progetto pedagogico - continua Vanessa -. Per questo l’azienda che non abbia gli spazi esterni per noleggiare i container, ma abbia aree libere all’interno dell’azienda stessa, può servirsi del nostro pacchetto, acquistando i servizi che proponiamo». In questo modo sarà possibile creare un vero e proprio asilo nido all’interno della struttura aziendale, facilitando così gli spostamenti dei genitori che potranno lasciare il proprio figlio direttamente all’interno delle mura del luogo in cui lavorano.

Progetto moduli container
Progetto moduli container (Needo)

Il progetto, oltre a essere interessante per le piccole e medie imprese, potrebbe interessare anche gli enti comunali che volessero sostenere le imprese del territorio. «In questo momento stiamo cercando i fondi per costruire il primo prototipo - conclude Vanessa -. L’idea è quella di fare un piccolo ‘roadshow’ nelle città italiane per far toccare con mano l’idea. Molti rimangono titubanti pensando a un container che possa ospitare bambini piccoli. Queste strutture, però, riqualificate, possono davvero rappresentare una soluzione per tutti quei genitori che faticano a conciliare il lavoro con la vita famigliare, soprattutto nei primi anni di vita dei bambini. Ma non solo. Il nostro progetto educativo mette i piccoli al centro, in un’età (dai 6 ai 36 mesi) durante la quale hanno bisogno di conoscere il proprio corpo e i propri bisogni, per raggiungere le giuste autonomia e socialità».