20 novembre 2019
Aggiornato 14:30
Manovra finanziaria

Legge di Bilancio, via l'IMU arriva l'IMI. Ma l'emedamento viene respinto

Niente IMI. L'emendamento che avrebbe dovuto accorpare IMU e TASI è stato respinto perché avrebbe determinato un aumento delle tasse per i cittadini italiani. Così il Pd ha fatto marcia indietro sulla nuova imposta municipale

ROMA – Niente IMI. L'emendamento che avrebbe dovuto accorpare IMU e TASI è stato respinto. Era stato proposto dall'Associazione nazionale Comuni italiani (ANCI) e mirava a istituire un'imposta municipale sugli immobili, ma avrebbe comportato un aumento della pressione fiscale per i cittadini.

Niente IMI: emendamento respinto
L'IMI non si farà. L'emendamento che avrebbe dovuto accorpare IMU e TASI – il cosiddetto IMI appunto – è stato respinto. Lo ha comunicato Maino Marchi, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera. L'emendamento era stato proposto dall'ANCI (Associazione nazionale Comuni italiani), ma aveva scatenato le dure reazioni dell'opposizione. Con l'IMI, l'ANCI avrebbe voluto sostituire l'imposta municipale propria (l'IMU) e il tributo per i servizi indivisibili (la TASI) con un'altra imposta municipale sugli immobili che sarebbe stata introdotta in tutti i Comuni del territorio nazionale, fatta eccezione per le Provincie autonome di Trento e Bolzano.

Avrebbe determinato un aumento delle tasse
L'IMI, però, avrebbe comportato un aumento della pressione fiscale per i cittadini italiani. L'aliquota per gli immobili (non prime case) e i fabbricati rurali sarebbe passata infatti dall'8,6 all'11,4 per mille mentre per ville e castelli sarebbe stata aumentata dal 5 al 7 per mille. Proprio per questa ragione, l'emendamento è stato ritirato. «Dalle verifiche fatte sull’emendamento relativo all’unificazione in un’unica imposta di Imu e Tasi abbiamo appurato che in alcuni casi ci potrebbe essere, anche se lieve, un aumento della tassazione per i cittadini. Per questo abbiamo ritirato la proposta di modifica in questione», ha spiegato Maino Marchi, primo firmatario dell’emendamento alla legge di bilancio.

Renzi: Una cosa che non sta né in cielo né in terra
Anche secondo Confedilizia l’emendamento alla legge di bilancio sull'unificazione di Imu e Tasi avrebbe determinato un aumento delle tasse sugli immobili. Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa sottolinea che «il limite massimo ordinario della somma delle aliquote di Imu e Tasi è del 10,6 per mille, ma l’emendamento suggerito dall’associazione dei Comuni lo porta all’11,4 per mille». Per questo, e in virtù della necessità di ridurre le tasse su case, negozi e uffici, «ci aspettiamo che questo aumento di imposizione sugli immobili non faccia strada». E così, in effetti, è stato. Lo stesso premier, Matteo Renzi, si era espresso negativamente sull'ipotesi IMI: «È una cosa che non sta né in cielo né in terra. Noi non aumentiamo le tasse, vogliamo tagliarle», ha commentato il premier Matteo Renzi a un incontro sulla sanità a Catania.