20 giugno 2019
Aggiornato 19:00
Banche in crisi

Crisi Mps e Deutsche Bank, la verità sul «complotto tedesco contro l'Italia»

Vincenzo De Bustis, ex amministratore delegato di Mps e Deutsche Bank Italia, ha svelato i retroscena delle crisi che hanno colpito i due giganti europei del credito e ha scoperchiato il vaso di Pandora del presunto attacco speculativo all'Italia del 2011

La verità sulla crisi di Deutsche Bank secondo Vincenzo De Bustis, ex ad di Deutsche Bank Italia.
La verità sulla crisi di Deutsche Bank secondo Vincenzo De Bustis, ex ad di Deutsche Bank Italia. ( Shutterstock )

ROMA – Vincenzo De Bustis è stato amministratore delegato del Monte dei Paschi dal 2000 al 2003 e di Deutsche Bank Italia dal 2003 al 2008 e ha rilasciato una lunga intervista a Pietro Senaldi di Libero Quotidiano per raccontare i retroscena del «complotto tedesco» contro il Belpaese e chi sono i veri responsabili della crisi di Mps. Noi del DiariodelWeb ve l'avevamo già raccontato nell'editoriale del nostro Maurizio Pagliassotti dal titolo "Il «colpo di stato» di Deutsche Bank contro l'Italia è conclamato. E fermare la megamacchina ora non si può più").

I dietroscena del caso Monte Paschi e del «complotto tedesco»
Vincenzo De Bustis ha 66 anni, è un ingegnere romano ed è stato amministratore delegato del Monte dei Paschi (dal 2000 al 2003) e di Deutsche Bank Italia (dal 2003 al 2008). Sui due colossi del credito, il primo senese e il secondo teutonico, che costituiscono oggi un rischio sistemico per il settore bancario nazionale ed europeo (LEGGI ANCHE "Deutsche Bank, l'utile crolla del 98%. Ma non è la notizia peggiore) è bene informato e ha rilasciato una lunga intervista a LiberoQuotidiano per raccontare i dietroscena del caso Mps e del «complotto tedesco» che ha colpito il Belpaese. Ma per De Bustis si tratta di «due crisi completamente diverse».

Le cause della crisi di Mps e Deutsche Bank
La crisi di Mps sarebbe stata determinata da «un drammatico errore: l'acquisizione di Antonveneta a un prezzo immotivato», mentre quella di Deutsche Bank sarebbe «figlia di una politica finanziaria e di credito troppo azzardata». Tuttavia per De Bustis i problemi del Monte dei Paschi dovrebbero avere un lieto fine. L'ex ad sostiene infatti che il titolo azionario dell'istituto senese lo comprerebbe subito perché il suo valore così basso è solo «indice del fatto che la storia non è ancora risolta, ma non rispecchia né il valore reale né le prospettive». Secondo le sue stime, infatti, potrebbe esserci un apprezzamento superiore al 25/30% nei prossimi 36 mesi (LEGGI ANCHE I"l modello «furbetto» di Deutsche Bank: nazionalizzare le perdite per poi privatizzare i profitti").

I problemi del sistema bancario italiano
Per quanto riguarda invece le good bank sorte dalle ceneri di Banca Etruria, BancaMarche, CariChieti e CariFerrara la sua visione è decisamente meno ottimista. «Hanno un prezzo ancora troppo alto per essere vendute, la traversata nel deserto resta lunga», ammette De Bustis. E non è l'unica brutta notizia per il sistema bancario italiano perché il problema degli esuberi e dell'efficienza degli istituti di credito è diventato piuttosto urgente. «Le banche italiane sono troppe e costose», sottolinea l'ex ad di Mps e Deutsche Bank Italia. «Il sistema è solido ma non sano. Per farlo tornare produttivo bisogna chiudere metà delle filiali e affrontare tagli del personale durissimi».

La legge del contrappasso
Il cuore dell'intervista, però, è il caso Deutsche Bank. Angela Merkel, dopo aver imposto la regola del rigore europeo vietando i salvataggi delle banche italiane, ha dovuto dichiarare pubblicamente che il colosso teutonico tedesco non verrà salvato con gli aiuti di stato. Ma, poiché qualora fallisse Deutsche Bank fallirebbe anche la Germania, è «evidente che saranno le altre banche teutoniche e i correntisti a doversi fare carico del salvataggio dell'istituto». Deutsche Bank si salverà in ogni caso «sotto le gonne della Merkel». Ecco che all'orizzonte si profila il verdetto ineluttabile della legge del contrappasso. I tedeschi negarono agli italiani gli aiuti pubblici e ora ne hanno bisogno. Ma non finisce qui.

La verità sull'attacco speculativo all'Italia del 2011
Secondo De Bustis nell'estate-autunno del 2011 «c'è stato senza dubbio un attacco speculativo all'Italia da parte di un istituto guidato in modo spregiudicato». Il riferimento è proprio alla caduta del governo Berlusconi, vittima dell'innalzamento dello spread causato dalla vendita di 7,5 miliardi di titoli del debito pubblico italiano da parte di Deutsche Bank. «Nel breve tempo la banca ci ha guadagnato», ha spiegato l'ingegnere romano. Ma ora le cose sono cambiate e lo scenario internazionale nel frattempo si è evoluto. «I tedeschi stanno pagando la loro presunzione di voler decidere sempre tutto, in Europa ma non solo». La Germania «pensa solo ai suoi interessi, che sono molto distanti dai nostri, quando non opposti».

(Leggi l'intervista completa di Pietro Senaldi su LiberoQuotidiano)