15 ottobre 2019
Aggiornato 16:00
Assegno di ricollocazione

Lavoro, assegno di ricollocazione: tutto ciò che serve sapere

Sta per partire la sperimentazione dell'assegno di ricollocamento, che coinvolgerà circa 20mila lavoratori disoccupati. Ecco a chi è rivolto, a cosa serve, come si può utilizzare e cosa bisogna fare per ottenerlo

Tutto ciò che serve sapere sull'assegno di ricollocamento.
Tutto ciò che serve sapere sull'assegno di ricollocamento. Shutterstock

ROMA – Arriva l'assegno di ricollocazione. Per ora si tratta solo di un progetto pilota e riguarderà circa 20mila lavoratori, ma dovrebbe entrare a regime nel 2017. E' rivolto a chi è disoccupato da almeno quattro mesi e il suo importo può raggiungere anche i 4mila euro. Ecco come funziona.

Cos'è l'assegno di ricollocamento
Arriva l'assegno di ricollocamento. Per ora si tratta di una sperimentazione riservata a circa 10-20mila lavoratori, ma dovrebbe entrare a regime ufficialmente nel 2017 e questo nuovo strumento di lotta alla disoccupazione si candida a diventare la prima vera esperienza di politiche attive per il mercato del lavoro nel nostro paese. Il suo scopo, infatti, non è tanto quello di assicurare la sussistenza economica al soggetto che temporaneamente si trova disoccupato (è il caso delle politiche passive si sostegno al lavoro), ma quello di aiutarlo a trovare una nuova occupazione nel più breve tempo possibile.

A chi è rivolto e perché
L'assegno di ricollocamento è riservato a quei lavoratori che percepiscono la Naspi da almeno quattro mesi e sono, cioè, disoccupati. Ma poiché l'assegno di disoccupazione è stato istituito il primo maggio dell'anno scorso e i percettori della Naspi sono già numerossimi, l'Esecutivo ha deciso di limitare la sperimentazione a circa 10-20mila lavoratori, che saranno estratti a sorte dall'Anpal (la nuova agenzia per le politiche attive del mercato del lavoro). Quello dell'assegno di ricollocamento, infatti, per ora è un progetto pilota che deve essere «testato». Ai 10mila disoccupati selezionati dall'Anpal per fare da apripista verrà inviata una lettera con la proposta di adesione al progetto.

Come funziona
Il soggetto deve prima di tutto iscriversi al «portale unico registrazione persone in cerca di lavoro» e comunicare di essere disoccupato, in cerca di lavoro e disponibile a intraprendere le iniziative dei Servizi per l’Impiego. La Naspi vale come dichiarazione di disponibilità immediata. Nel mese di novembre, quindi, qualora il disoccupato in questione venga selezionato dall'Anpal per partecipare alla sperimentazione dell'assegno di ricollocamento, riceverà delle credenziali per poter visualizzare l'importo dell'assegno che gli è stato corrisposto e le modalità attraverso le quali potrà spenderlo.

L'importo varia dai mille ai 4mila euro
In pratica, però, non si tratta di denaro contante, ma di una sorta di voucher che può essere speso per trovare una nuova occupazione rivolgendosi alle strutture pubbliche o private pagate dallo Stato o dalla Regione per accompagnare il soggetto nel suo percorso di reinserimento nel mondo del lavoro. L'importo dell'assegno può variare dai mille ai 4mila euro, in base al livello di «occupabilità» che viene assegnato al lavoratore. Più è basso più l'importo dell'assegno sarà alto per finanziare le agenzie di lavoro accreditate durante la loro «missione». E qui sta la nota dolente della questione.

Il ruolo delle agenzie
Le strutture selezionate sono o centri per l'impiego (pubblici) o agenzie per il lavoro (private). Ma sul territorio nazionale gli stessi servizi vengono garantiti in maniera assai diversificata in base alla Regione di appartenenza. Come sottolinea Rita Querzé su Il Corriere della Sera, infatti, nel Nord Italia (vale soprattutto per la Lombardia) si è imposta l'idea che debbano essere i privati a svolgere questo tipo di servizio; mentre nel centro-Sud è ancora preponderante il ruolo svolto dai centri per l'impiego pubblici. E i risultati sono piuttosto diversi a seconda di dove si risieda.

Le criticità del progetto
Perciò l'efficacia dell'assegno di ricollocamento potrebbe dipendere anche dalla sua variabile geografica. Ma c'è di più. Poiché l'obiettivo di questo strumento è il reinserimento professionale del soggetto, se questo non collabora (assentandosi ai colloqui e/o venendo meno agli obblighi previsti dal percorso concordato con il centro per l'impiego o l'agenzia per il lavoro selezionata) si vedrà ridurre o abolire l'assegno di disoccupazione (la Naspi). E' perciò probabile che alcuni disoccupati rinunceranno in partenza all'assegno di ricollocazione, temendo di perdere il loro sostentamento economico. Soprattutto coloro che, pur percependo la Naspi, lavorano in nero, non avranno alcun interesse ad aderire al progetto perché perderebbero l'assegno di disoccupazione.