12 dicembre 2019
Aggiornato 19:30
Il primo accordo

Il «flirt» di Confindustria con i sindacati per aiutare le Pmi italiane

L'obiettivo dell'accordo raggiunto tra Confindustria e i sindacati è quello di aiutare le Pmi italiane a performare la loro attività attraverso una tassazione agevolata per i premi aziendali di produttività.

ROMA – E' il primo accordo della Confindustria guidata da Vincenzo Boccia con i sindacati. Riguarda la contrattazione di produttività ed è una buona notizia per le pmi italiane.

L'accordo raggiunto tra Confindustria e i sindacati
Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un'intesa per consentire anche alle imprese prive di rappresentanza sindacale di erogare premi di risultato aziendali collegati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione. E' una buona notizia per quelle molteplici pmi italiane di dimensioni ridotte, che prima del 14 luglio (la data dell'accordo) erano escluse dalla tassazione agevolata al 10% per i premi di produttività, inserita nella legge di Stabilità per il 2016.

L'obiettivo dell'intesa
L'obiettivo dell'accordo è quello di stimolare i lavoratori e le imprese a performare la loro attività attraverso la diffusione della cultura del premio di risultato. I premi aziendali collegati a incrementi della produttività, della qualità e dell'efficienza, infatti, sono un valido incentivo per i dipendenti e ora costituiscono anche un vantaggio fiscale per l'imprenditore. L'accordo firmato da Confindustria con Cgil, Cisl e Uil prevede l’applicazione di una imposta sostitutiva secca del 10% sulle erogazioni fino a 2mila euro, elevabili a 2.500 in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori, per tutti i dipendenti fino a 50mila euro di reddito.

Prove tecniche di dialogo tra fabbriche, lavoratori e imprenditori
Oggi, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, intervenuto a margine di un evento della Cisl ha espresso apprezzamento per il dialogo proficuo intrapreso con i sindacati. «Mi sembra interessante che in casa Cisl si parli di questione industriale che è la questione che noi abbiamo posto all'assemblea pubblica e che lo facciano gli attori della fabbrica, lavoratori e imprenditori», ha sottolineato. «Questo paese deve porre come suo primo punto all'ordine del giorno la questione industriale che per noi è la grande questione nazionale», ha proseguito ed ha concluso: «Oggi per noi essere qui ha un doppio valore: cominciare queste prove tecniche di dialogo formale e sostanziale e vedere quali sono i punti di convergenza tra Confindustria e le organizzazione sindacali».