24 luglio 2019
Aggiornato 00:00
Quorum non raggiunto

Trivelle, è flop alle urne: cosa non cambia dopo il referendum

La norma rimane invariata: questo significa che i giacimenti entro le 12 miglia dalla costa italiana potranno essere utilizzati fino all'esaurimento con proroghe delle concessioni.

Quorum non raggiunto
Quorum non raggiunto Shutterstock

ROMA - Se fossero andati a votare tutti probabilmente avrebbe vinto il sì, peccato che non è stato raggiunto il quorum. Al referendum delle trivelle è andato a votare solo il 32,15% degli aventi diritto e su questi l’85,7% ha votato sì. L’intenzione di chi è andato alle urne, di quella piccola fetta di popolo italiano, era quello di abrogare l’articolo 6 e quindi far scadere le concessioni dei giacimenti di idrocarburi. Ma il quorum non l’abbiamo raggiunto.

Cosa succede dopo il referendum
Succede che non cambia nulla, la legge rimane invariata e quindi rimangono in vigore le proroghe alle concessioni per i giacimenti petroliferi marittimi già attivi entro le 12 miglia di costa. E questo significa che tali giacimenti potranno essere sfruttati fino al loro esaurimento. Va da sé che - in questa prospettiva - c’è da attendersi un rallentamento della tendenza a utilizzare fonti energiche rinnovabili, mentre il gas e il petrolio continueranno ad avere un peso significativo nel mix energetico del Paese. Anche perché, dati di Eni alla mano, le trivelle attive entro le 12 miglia dalla costa (79 in tutto) producono circa 2,7 miliardi di metri cubi di gas (il 60% del totale della produzione nazionale) e 4 milioni di barili di petrolio. Secondo i dati di Greenpeace, invece, 35 delle 88 piattaforme esaminate hanno esaurito totalmente il loro ciclo industriale; altre 6 piattaforme risultano «non operative» e 28 sono classificate come «non eroganti».

L'Italia non raggiunge il quorum
L'Italia non raggiunge il quorum (Shutterstock.com)

Al referendum delle trivelle vincono i lavoratori
Trivelle salve e anche i lavoratori, quelli che il premier Renzi aveva difeso per molte settimane. Il premier si è recato a Palazzo Chigi pochi minuti dopo la chiusura delle urne, ha affermato che hanno vinto le persone che lavorano sulle piattaforme e hanno perso, invece, coloro che hanno «voluto la conta a tutti i costi». Renzi ha commentato poi la sua scelta di non andare a votare, dicendosi affranto, anche se tale opzione risulta permessa dalla stessa Costituzione.

Chi ha votato in Italia
Di fatto hanno votato circa 16 milioni di italiani, cioè il 32% degli aventi diritto dove l’85,7% ha espresso il suo assenso circa l’abrogazione della norma, mentre il 14,2% ha risposto no. A livello territoriale l’unica regione a raggiungere il quorum è stata la Basilicata prima della Puglia dove hanno votato il 41,6% dei cittadini. In Piemonte ha votato il 32,7%, in Liguria il 31,&%, il Lombardia il 30,4%.