25 settembre 2020
Aggiornato 00:00
Promossa con riserva

Per l'Ue, rischiamo l'inadempienza. Nel mirino lo stop alla Tasi

L'Italia è uno dei vari paesi dell'Eurozona le cui leggi di bilancio sono a rischio di inadempienza rispetto ai requisiti per il 2016 del Patto di Stabilità Ue, pur avendo un rapporto deficit-Pil inferiore al 3 per cento

BRUXELLES - L'Italia è uno dei vari paesi dell'Eurozona le cui leggi di bilancio sono a «rischio di inadempienza rispetto ai requisiti per il 2016» del Patto di Stabilità Ue, pur avendo un rapporto deficit-Pil inferiore al 3 per cento. Lo afferma la Commissione europea nella sua valutazione, pubblicata oggi a Bruxelles, sulle bozze di leggi finanziarie che le sono state sottoposte dai paesi dell'Eurozona. «La Commissione - si legge - è dell'opinione che il piano di bilancio dell'Italia sia a rischio di inadempienza con le previsioni del patto di stabilità e di crescita».

Flessibilità
Tuttavia, nello stesso documento l'Ue riconosce che sempre sulla Penisola si deve valutare la possibilità di godere di margini di flessibilità sul bilancio, in base alle regole del Patto stesso. «Attenzione particolare - si legge - verrà dedicata a accertare se una deviazione dal percorso di aggiustamento sia effettivamente utilizzata allo scopo di aumentare gli investimenti, assieme alla presenza di piani credibili per recuperare il percorso di aggiustamento e ai progressi sull'agenda di riforme». E ancor più esplicitamente, più avanti nella relazione di 44 pagine l'Ue afferma che «per quanto riguarda l'Italia, i criteri di ammissibilità sulla clausola degli investimenti dovrebbero essere raggiunti, sulla base delle previsioni della Commissione».

Nessuna procedura correttiva per l'Italia
L'Italia, assieme a Austria e Lituania, è uno dei Paesi che attualmente non è sotto procedura correttiva (preventive arm) su cui vengano ravvisati rischi di inadempienza. A loro si aggiunge la Spagna, che invece si trova già in una situaizone di corrective arm, sulla base delle regole del Two Pack sui conti. Un altro gruppo di paesi (Belgio, Finlandia, Lettonia, Malta, e, fra quelli che non hanno ancora riportato il deficit/Pil sotto il 3%, anche Francia, Irlanda e Slovenia) è stato considerato dall'Esecutivo Ue come «adempienti a grandi linee» («broadly compliant»). Per questi Stati membri potrebbe esserci «qualche deviazione dal percorso di aggiustamento verso l'Obiettivo di medio termine». I paesi con i progetti di bilancio 2016 conformi ai requisiti del Patto di Stabilità Ue sono cinque: Estonia, Germania, Lussemburgo, Olanda e Slovacchia. La Commissione chiede ai paesi a rischi di inadempienza e a quelli solo «a grandi linee» adempienti di «prendere le misure necessarie entro il processo di bilancio nazionale per assicurare che il bilancio del 2016 sia conforme al Patto di stabilità». L'Eurogruppo discuterà le valutazioni della Commissione sui bilanci nazionali in una riunione straordinaria lunedì 23 novembre.

Nodo Tasi
L'abolizione della Tasi sulla prima casa «non va» nella direzione delle generali raccomandazioni della Commissione europea: che chiede di spostare il peso del fisco dal lavoro verso altre poste, come consumi, capitali e proprietà e immobili. Lo si legge nel documento dei tecnici dell'Ue che accompagna il rapporto di valutazioni sui progetti di bilancio 2016. Nella conferenza stampa di presentazione, il vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis ha però ricordato che «è anche risaputo che come orientare la tassazione è compito degli Stati: spetta a loro valutare»«La questione - ha proseguito Dombrovskis - è quali implicazioni di bilancio ha questa misura e come l'Italia intenda compensarne le conseguenze. Qui poi torniamo alla questione della flessibilità di bilancio». A Bruxelles «è molto chiaro» che la flessibilità che l'Italia invoca sulle regole di bilancio «non può essere utilizzata per compensare un taglio delle tasse sulla casa». Lo ha affermato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, nella conferenza stampa di presentazione del rapporto Ue sui piani di bilancio 2016 dei Paesi.

(Con fonte Askanews)