16 ottobre 2019
Aggiornato 13:30
L'incredibile esperimento della Sardegna

Sardex, la moneta alternativa per combattere la crisi

E' una moneta locale innovativa, simbolo della reazione sarda alla crisi. In soli sei anni ha dato vita a una rete di piccole e medie imprese che lo utilizzano quotidianamente

ROMA – Il Sardex non è solo una valuta locale, è molto di più. E' un sistema elettronico di mutuo credito tra le imprese sarde, ma soprattutto una risposta vincente alla crisi economica. Un esperimento molto interessante che è nato in Sardegna quasi per caso, dall'ingegno e dall'intraprendenza di un gruppo di studenti. E, certamente, un esempio virtuoso da imitare.

Il sardex come risposta alla crisi
Il sardex è una moneta locale innovativa, simbolo della reazione sarda alla crisi. In soli sei anni ha dato vita a una rete di piccole e medie imprese che solo quest'anno hanno effettuato scambi commerciali per 31,3 milioni di sardex. L'idea è stata di un gruppo di giovani studenti, che si sono ispirati al wir svizzero, apparso per la prima volta in risposta alla grande depressione e poi divenuto un sistema di mutuo credito del tutto indipendente dalla circolazione del franco. Dopo il 2008, la Sardegna ha pagato un prezzo molto alto in termini di povertà, disoccupazione e suicidi; ma è stato proprio questo il terreno fertile nel quale si è innestata l'idea del sardex: semplicemente un mezzo di scambio che funziona attraverso un circuito virtuale, sul quale non si pagano interessi. Un esperimento vincente dagli sviluppi imprevedibili. Il sardex crea collegamenti tra le attività economiche e incentiva gli scambi commerciali: è forse questo il motivo per cui oggi il suo utilizzo continua a crescere.

Come funziona
Per aderire a questa realtà economica virtuale alternativa basta cliccare sul sito www.sardex.net e seguirne le istruzioni. Ad ogni impresa viene aperto un conto presso la camera di compensazione del Circuito, che è denominato in una valuta interna: il Credito Commerciale Sardex, spendibile esclusivamente all’interno della rete. Ad ogni azienda è accordata la possibilità di «andare in rosso», entro determinati limiti, e attraverso questo «scoperto» può effettuare acquisti presso altri iscritti alla rete. Ad ogni acquisto il conto dell’acquirente viene addebitato per un ammontare pari al prezzo di vendita del bene/servizio acquistato e, viceversa, il conto del fornitore sarà accreditato per un pari importo. Le aziende che maturano un saldo negativo potranno portarlo a pareggio semplicemente effettuando vendite presso altre aziende aderenti al Circuito, mentre quelle con saldo attivo potranno monetizzare i Crediti Sardex accumulati facendo acquisti presso le altre imprese iscritte. Il circuito è utilizzato soprattutto da avvocati, commercialisti, giornali, negozi, alberghi e società di servizi, anche se per ora sono esclusi i semplici cittadini che non svolgono attività di questo tipo.

Il denaro nelle società primitive
Il segreto del successo del sardex è in ascesa, ma arriva da molto lontano perché affonda le sue radici nelle origini misteriose del denaro. Questo, come la musica e la matematica, è un linguaggio di pura rappresentazione perché combina un elemento iconico e uno astratto. Ma, se la musica comunica attraverso i suoni e la matematica ha un suo linguaggio formale, il denaro ha perfino qualcosa in più perché presenta entrambe le caratteristiche: fonde razionale e passione, ha una forza esteriore evidente e una radicata nella dimensione oscura dell'inconscio. Nelle società primitive, infatti, la moneta era costituita nella maggior parte dei casi da oggetti provvisti di un certo valore d'uso (come conchiglie, pelli, sale) e aveva in sé anche un elemento magico-sacrale legato ai riti tribali della comunità. La moneta delle società complesse come la nostra, invece, è priva di un'utilità intrinseca: è impersonale, omogenea, ed ha assunto diverse forme nei vari sistemi di riferimento: moneta, banconota, plastic card, fino a diventare perfino pura informazione digitale.

Il valore sociale delle monete
Tuttavia il denaro ha mantenuto intatto nei secoli il suo valore più importante: è il pharmakon per eccellenza, una sorta di talismano che l'essere umano può portare sempre con sé per far fronte agli imprevisti e cercare di governare la sorte. La magia sta nella sua natura proteiforme, nella sua possibilità di impiego in qualsiasi momento, in tutte le direzioni e per qualsiasi fine. Nel Medioevo, non a caso, veniva utilizzato addirittura per comprarsi un posto in paradiso e ripulire l'anima dai peccati, attraverso la dottrina delle indulgenze. Oggi, anche se il denaro è stato spogliato quasi del tutto delle sue primitive vesti magico-sacrali, rimane uno strumento incredibilmente potente perché è soprattutto fiducia ostinata che gli uomini hanno nelle loro società. Non esiste alcuna forma di denaro senza una comunità di riferimento. E, proprio per il suo alto valore sociale, è diventato anche una brillante risposta alla crisi economica.

Un esperimento di successo
Alla fine del 2010 il sardex aveva 237 adesioni e un volume di transazioni poco superiore ai 300mila euro. Oggi, dopo soli cinque anni, lo usano circa 2900 aziende sarde, tra le quali anche Tiscali, e quest'anno ha facilitato circa 30 milioni di euro di transazioni. Grazie alla sua semplicità, è un sistema che funziona perfino oltre le aspettative. I suoi creatori, però, puntano ancora più in alto visto il grande successo dell'iniziativa e mirano a coinvolgere anche lo stato. Sono già sul tavolo dei progetti per far aderire alla rete del sardex anche l'amministrazione regionale. Inoltre, l'esperimento sta per essere esportato sulla terraferma, perché dopo l'esperienza della Sardegna anche altre regioni stanno pensando di creare delle valute locali per aiutare l'economia reale. Preparatevi, perché l'era delle monete alternative è probabilmente appena cominciata.