30 marzo 2020
Aggiornato 09:30
continua la mobilitazione degli agricoltori al brennero

Coldiretti: «Dal 2008 sono scomparsi 600mila maiali dalle stalle italiane»

Dalle stalle italiane sono scomparsi seicentomila maiali dall'inizio della crisi, "sfrattati" dalle importazioni di carne di bassa qualità dall'estero per realizzare falsi salumi italiani

ROMA (askanews) - Dalle stalle italiane sono scomparsi seicentomila maiali dall'inizio della crisi, «sfrattati» dalle importazioni di carne di bassa qualità dall'estero per realizzare falsi salumi italiani con il concreto rischio di estinzione per i prelibati prodotti della norcineria nazionale, dal culatello di Zibello alla coppa piacentina, dal prosciutto di San Daniele a quello di Parma, la cui produzione è calata del 13 per cento dall'inizio della crisi nel 2008. E' la Coldiretti a lanciare l'allarme dal valico del Brennero dove continua la mobilitazione di migliaia di agricoltori che sono stati raggiunti dal Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina, reduce dal Consiglio dei Ministri agricoli a Bruxelles.

Ogni anno vengono importate carni di bassa qualità che minacciano il made in italy
L'importazione di cosce estere - sottolinea la Coldiretti - da destinare a prosciutto crudo o cotto o speck è balzata dell'8,5 per cento nel 2014 rispetto all'anno precedente con gli arrivi che giungono per il 31 per cento dalla Germania, per il 19,4 per cento dall'Olanda, per il 16,3 per cento dalla Danimarca e il 9,4 per cento dalla Spagna. Ma nell'ultimo anno 2014 - aggiunge la Coldiretti - è aumentato del 26,5 per cento anche l'import di maialini che provengono soprattutto da Danimarca e Olanda. La chiusura forzata degli allevamenti è stata causata dall'impossibilità di coprire i costi di produzione per i bassi prezzi provocati dalle importazioni dall'estero di carne di bassa qualità, allo scopo di ottenere prosciutti da «spacciare» come Made in Italy grazie alla mancanza dell'obbligo di indicare in modo chiaro in etichetta la provenienza.

Oggi due prosciutti su tre vengono dall'estero
In Italia due prosciutti su tre oggi provengono così dall'estero senza che questo venga evidenziato chiaramente in etichetta. Un inganno - denuncia la Coldiretti - per i consumatori e un danno per gli allevatori italiani impegnati a rispettare rigidi disciplinari di produzione per realizzare carne di altissima qualità. In Italia nel 2014 sono state importate 62,3 milioni di cosce di maiali dall'estero destinate ad essere stagionate o cotte per essere servite come prosciutto o speck italiano, a fronte di una produzione nazionale di 23 milioni. E' una situazione - spiega la Coldiretti - che rischia di compromettere per sempre la potenzialita' produttiva nazionale con una destrutturazione degli allevamenti difficilmente recuperabile che mette a rischio l'essenza stessa di molti tesori agroalimentari del Made in Italy, per i quali si registra nonostante la crisi un aumento della domanda interna ed estera.

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