12 novembre 2019
Aggiornato 15:00
La proposta della Fiom

Landini: «Il nuovo contratto dei metalmeccanini sia triennale»

E' previsto a settembre l'incontro tra Federmeccanica e Fim, Fiom e Uilm sul rinnovo contrattuale

ROMA (askanews) - Si svolgerà mercoledì 16 settembre, l'incontro tra Federmeccanica e Fim, Fiom e Uilm sul rinnovo contrattuale. L'incontro - ha spiegato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini nel corso del comitato centrale - è stato convocato da Federmeccanica e si svolgerà nella sua sede alle 10,30. I sindacati, però, si presenteranno con due diverse piattaforme: Fim e Uilm illustreranno una proposta diversa da quella messa a punto dalla Fiom.

La proposta della Fiom
Contratto di tre anni e una forma di contrattazione annua per il salario. Sono queste le principali proposte della Fiom per la nuova piattaforma contrattuale dei metalmeccanici che il sindacato metterà sul tavolo mercoledì 16 settembre nel corso dell'incontro con Federmeccanica. La proposta, illustrata stamane dal segretario generale della Fiom, Maurizio Landini nel corso del comitato centrale del sindacato, sarà contenuta nella piattaforma contrattuale messa a punto dalla Fiom e che prevede, tra gli atri punti: norme sulla rappresentanza, la riduzione dell'orario di lavoro, la riduzione dell'età pensionabile, la definizione del salario minimo, il diritto alla formazione, l'estensione del contratto a tutte le tipologie di lavoro del settore metalmeccanico, uniformare i contratti.

In autunno la discussione delle proposte
«Nei mesi di settembre e ottobre - ha spiegato Landini - si svolgeranno le assemblee che dovranno discutere delle nostre proposte. Entro il mese di ottobre ci sarà l'assemblea nazionale dei delegati che deve fare la scelta finale e varare la piattaforma referendaria che sarà sottoposta al voto dei lavoratori iscritti e non iscritti ma che recepiscono il contratto».In tal senso Landini ha poi ribadito l'importanza della «certificazione della rappresentanza perchè chi firma il contratto deve dimostrare che i numeri ottenuti nelle Rsu devono essere il 50% più uno». Il leader della Fiom lancia poi un messaggio anche al governo chiedendo che «i salari dei contratti nazionali siano anche quelli minimi di legge e la defiscalizzazione degli aumenti dei contratti nazionali».