31 marzo 2020
Aggiornato 16:00
I dati sui nuovi contratti a tempo indeterminato erano sbagliati

M5S e Italia Unica: «Poletti chieda scusa per l'errore del ministero»

I nuovi contratti sono 303 mila (il 48% in meno rispetto a quanto annunciato) mentre il saldo tra attivazioni e cessazioni ammonta a 1,1 milioni, 1,2 milioni (il 52% in meno rispetto alle stime).

ROMA (askanews) - «Non ci esalta più di tanto aver detto per primi quanto scandaloso fosse che ministero del Lavoro e Istat litigassero sui dati della disoccupazione con toni stizziti, aprendo più di un dubbio sulla reale portata di quei numeri, annunciati mensilmente con toni trionfalistici dal ministro Poletti. La vicenda di questi giorni relativa ai dati sulle nuove attivazioni ne è l'ennesima dimostrazione». E' quanto si legge in una nota di Italia Unica, il movimento fondato da Corrado Passera. E alle critiche dei membri di Italia Unica si uniscono anche quelle dei grillini.

Italia Unica: Poletti deve chiedere scusa (e poi dimettersi)
«Nella nota flash di martedì, il ministero - si sottolinea - annuncia che il numero dei nuovi contratti a tempo indeterminato nei primi 7 mesi dell'anno ammonta a 630 mila unità con un saldo tra contratti attivati e cessati positivo per 2,3 milioni. Neanche il tempo per un tweet euforico del Premier ed il dato viene sbugiardato dal Manifesto: i nuovi contratti sono 303 mila (il 48% in meno rispetto a quanto annunciato) mentre il saldo tra attivazioni e cessazioni ammonta a 1,1 milioni, 1,2 milioni (il 52% in meno rispetto alle stime). E tutto questo accade mentre slittano ancora una volta i decreti attuativi del Jobs Act e si fa sempre più evidente il costo abnorme degli incentivi per i cambi di contratto che ben pochi posti veri hanno creato. Poletti inizi col chiedere scusa, anche se la sequela di errori e omissioni commesse dovrebbero farlo riflettere se davvero quel lavoro, lui che lo ha, è alla sua portata», è la conclusione.

M5S: Il Jobs Act non crea posti di lavoro ma toglie solo diritti
«Il ministro Poletti, che tutti ricordiamo per le sue frequentazioni a cena con personaggi come Salvatore Buzzi ed esponenti della famiglia Casamonica, si è messo a dare i numeri: pur di provare a convincere il Paese della bontà del Jobs act, spara cifre a caso che dopo due giorni è costretto a correggere nell'imbarazzo generale", ha rilanciato a sua volta il gruppo M5S al Senato. «I nuovi contratti a tempo indeterminato, infatti, non sono 600mila in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, come il ministero aveva detto in un primo momento, ma solo la metà, trattandosi tra l'altro in gran parte di semplici trasformazioni di contratti già esistenti e non, dunque di nuove assunzioni - hanno sottolineato i grillini -. Purtroppo i numeri non mentono e non possono nascondere la realtà di una 'riforma' del lavoro che non crea nuova occupazione ma toglie solo diritti, che fa carta straccia dell'art.18 e che spaccia per contratti a tempo indeterminato contratti che danno al datore di lavoro carta bianca per licenziare».

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