28 febbraio 2020
Aggiornato 04:00
Controlli a distanza

Jobs act, Damiano: «Il governo deve rispettare l'accordo sulla privacy dei lavoratori»

Il presidente della Commissione lavoro della Camera sollecita l'Esecutivo a tener fede al suo impegno sui controlli a distanza

ROMA (askanews) - In vista del consiglio dei ministri che dovrà varare gli ultimi quattro decreti delegati del Jobs act, il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, si augura che sui controlli a distanza «il governo rispetti il compromesso» raggiunto che prevedeva di escludere l'uso dei dati forniti dagli impianti audiovisivi e altri strumenti ai fini di controllo dei lavoratori.

Damiano: C'é una contraddizione nel testo
«Il testo iniziale del governo conteneva una contraddizione che la commissione Lavoro della Camera ha rilevato. L'utilizzo degli impianti audiovisivi era ricondotto allo scopo esclusivo della salvaguardia del patrimonio aziendale e della sicurezza degli impianti e per l'installazione era necessario l'accordo con il sindacato. E fin qui andava bene. La contraddizione - ricorda Damiano - nasceva dal fatto che questo primo capoverso veniva collegato ad un'altra norma che prevedeva la possibilità di utilizzare dei dati raccolti anche ai fini delle normative sul rapporto di lavoro. Noi abbiamo chiesto quindi di togliere quest'ultimo riferimento, ripristinando il testo del 1970». E «con il governo abbiamo concordato questa soluzione che è contenuta nelle osservazioni della commissione Lavoro della Camera».

Il governo deve rispettare il compromesso raggiunto
«Altro discorso è quello relativo agli strumenti forniti in dotazione al lavoratore per l'espletamento della sua attività (Pc, Ipad, smartphone e così via), in quel caso abbiamo confermato l'esigenza in linea con la garanzia della privacy di obbligo di informazione preventiva al lavoratore circa l'uso dei dati raccolti», sottolinea ancora Damiano e prosegue: «Naturalmente ci auguriamo che il governo rispetti il compromesso raggiunto, cosa che purtroppo non è sempre capitata e che ha indebolito la qualità e la trasparenza dei rapporti tra governo e commissioni parlamentari».

Poletti: Serve una legge per disciplinare le regole sulla privacy
Il governo da parte sua fa sapere che rispetterà gli accordi.  «Eravamo già stati chiari nel testo che avevamo presentato a suo tempo. Vogliamo essere assolutamente rispettosi delle regole sulla privacy», ha spiegato a sua volta il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a margine del Meeting di Comunione e liberazione rispondendo a coloro che gli chiedevano se il governo abbia definito esattamente la parte del Jobs act relativa ai controlli a distanza. «Il secondo obiettivo è avere regole chiare perchè su questa materia sono state spesso dettate dalle sentenze e pensiamo che sia più giusto che sia una legge a definirlo». Fonti del ministero del Lavoro ribadiscono che è allo studio dei tecnici una soluzione che potrebbe prevedere leggere modifiche. E' tuttavia escluso un dietrofront sulla norma in questione.