20 ottobre 2020
Aggiornato 13:30
Nello Stato la maggiore scoperta mai fatta dalla compagnia energetica italiana

ENI, incognita Mozambico

L'ad del Cane a sei zampe, Claudio Descalzi, è volato a Maputo per incontrare il presidente Filipe Nyusi. I due hanno discusso «sui progressi dei progetti in corso relativi allo sviluppo dell'Area 4». Lì sono stati scoperti 2400 miliardi di metri cubi di gas. Per trasportare il Gnl però servono 40 miliardi di investimenti e lo spettro guerra civile continua ad aleggiare sul Paese

MAPUTO – L'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, è volato in Mozambico per incontrare Filipe Nyusi, il neopresidente del Paese africano che si è insediato il gennaio scorso.

NEL PAESE LA MAGGIOR SCOPERTA DI ENI - In una nota del Cane a sei zampe è stato spiegato che durante il faccia a faccia è stato fatto il punto della situazione «sui progressi dei progetti in corso in Mozambico relativi allo sviluppo dell'Area 4, dove sono state finora scoperte risorse pari a circa 2mila 400 miliardi di metri cubi di gas in posto». Si tratta della maggiore scoperta mai fatta da Eni: il giacimento è stato individuato nel 2011, a 5 anni dall'assegnazione dell'Area 4, blocco offshore situato nel bacino di Rovuma nel nord del Paese che la compagnia energetica ha avuto in concessione nel 2006 a seguito di una gara internazionale.

SERVONO 40 MILIARDI DI INVESTIMENTI - Come ha spiegato recentemente Desclazi il Mozambico è al centro delle strategie di Eni, dove ha intenzione di produrre Gas naturale liquefatto (Gnl) perché «è  molto competitivo» e le prime forniture «partiranno nel 2020». «Il Mozambico - ha continuato - è positivo perché dal punto di vista dell'upstream, non è particolarmente costoso e i pozzi possono essere messi in produzione nel giro di poche settimane». L'ad ha quindi indicato come le scoperte di Eni nel Paese equivalgono a «forniture per 30 anni» all' Italia. Il vero costo però sta nel trasporto: hanno scritto Andrea Greco e Luca Pagni sulle pagine di Repubblica, «la mole di gas mozambicano che richiede ancora circa 40 miliardi per le infrastrutture di trasporto». Recentemente però, il governo del Paese ha avviato i lavori per la realizzazione della prime fase della base logistica integrata per il trasporto di idrocarburi nella città di Pemba (nella regione dove opera Eni), incominciando a raccogliere le attrezzature necessarie.

IL RISCHIO PAESE - Oltre ai costi di trasporto poi c'è il rischio Paese. Bloomberg ha riportato un'analisi di Anne Fruhauf, ricercatrice specilizzat sul Mozambico per la Teneo Intelligence di New York, che non ha escluso la possibilità del riesplodere di una guerra civile. Secondo l'analista, la Resistenza nazionale mozambicana (Renamo), che ha posto fine alle violenze nel 1992, ha contestato l'ultima elezione presidenziale e ha minacciato il ritorno alle armi. Fruhauf comunque ha detto che «per ora è improbabile una drammatica escalation delle tensioni», aggiungendo però che è un fattore di cui tenere conto in grandi progetti di investimenti come quello per il Gnl di Rovuma.