22 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Expo 2015

Arriva la Carta di Milano: un punto di partenza per un trattato internazionale

A tre giorni dall'apertura dell'Expo 2015 è stata presentata la Carta di Milano, documento con una serie di impegni sulla nutrizione sostenibile della popolazione mondiale che sarà sottoposto per la sottoscrizione a visitatori e rappresentanti di istituzioni e imprese partecipanti.

MILANO (askanews) - A tre giorni dall'apertura dell'Expo 2015 è stata presentata la Carta di Milano, documento con una serie di impegni sulla nutrizione sostenibile della popolazione mondiale che sarà sottoposto per la sottoscrizione a visitatori e rappresentanti di istituzioni e imprese partecipanti. Sarà inoltre possibile sottoscrivere il manifesto, frutto di circa due anni di lavoro coordinato dal Laboratorio Expo della Fondazione Feltrinelli, online sul sito www.carta.milano.it dove è stato pubblicato e tradotto in 19 lingue. La Carta punta a essere la principale eredità immateriale dell'esposizione universale e punto di partenza per un eventuale trattato internazionale sulla stessa materia.

Buttiamo il cibo e in 800 milioni soffrono la fame
I dati di partenza sono due: da una parte gli 800 milioni di persone che soffrono di fame cronica in tutto il mondo, dall'altra il miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo che viene sprecato, mentre le risorse della Terra, come foreste e mari, sono sfruttate in modo irresponsabile. Due numeri contraddittori che sfidano il mondo a nutrire la sua popolazione in costante crescita in modo equo e sostenibile. Il documento sviluppa quindi il tema di Expo, "Nutrire il Pianeta, energia per la vita", attraverso quattro prospettive interconnesse: cibo, energia, identità e dinamiche della convivenza.

Ci impegniamo a garantire il diritto al cibo anche per le generazioni future
«Sottoscrivendo questa Carta di Milano affermiamo la responsabilità della generazione presente nel mettere in atto azioni, condotte e scelte che garantiscano la tutela del diritto al cibo anche per le generazioni future; ci impegniamo a sollecitare decisioni politiche che consentano il raggiungimento dell'obiettivo fondamentale di garantire un equo accesso al cibo per tutti» si legge tra l'altro nella Carta. Un impegno che include anche quello di «consumare solo le quantità di cibo sufficienti al fabbisogno, assicurandoci che il cibo sia consumato prima che deperisca, donato qualora in eccesso e conservato in modo tale che non si deteriori; evitare lo spreco di acqua in tutte le attività quotidiane, domestiche e produttive».

La Carta di Milano è un punto di partenza
«Considero la presentazione della Carta - ha detto il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina dal palco dell'aula magna dell'Università Statale - un punto di partenza». A suo parere i sei mesi dell'Expo serviranno infatti a proseguire il lavoro diplomatico. Un'attività che servirà, tra l'altro, anche a misurare «l'ambizione politica dell'Italia» che disporrà di una «piattaforma formidabile» per «provare a fare politica nel senso più alto». Uno sguardo verso il futuro condiviso anche dal commissario unico del governo per Expo 2015, Giuseppe Sala: «Nel dopo Expo - ha auspicato - ci deve essere una prosecuzione anche del lavoro fatto per la Carta, con giovani ricercatori che trovino spazio e si sostituiscano a noi dopo il 31 ottobre. Se c'è volontà comune si può fare, il mio auspicio è che questi percorsi riescano a convergere, che Expo diventi significativa per Milano e Milano significativa nella storia delle Expo».