28 febbraio 2020
Aggiornato 01:00
Def

Capezzone: «Renzi pagherà davanti all'Ue i suoi errori»

Il presidente della Commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone, ha presentato la scorsa settimana insieme a Raffaele Fitto un contro-Def, per rispondere agli errori di quello proposto dal governo. Il quadro economico dipinto dal forzista è a tinte fosche.

Roma (askanews) - Il presidente della Commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone, ha presentato la scorsa settimana insieme a Raffaele Fitto un contro-Def, per rispondere agli errori di quello proposto dal governo. Il quadro economico dipinto dal forzista è a tinte fosche.

Il contro-Def di Capezzone e Fitto
«La scorsa settimana, insieme a Raffaele Fitto, abbiamo presentato un nostro "Contro-Def", con precise critiche e precise proposte alternative. Nel Def di Renzi riscontriamo un approccio non di sana e comprensibile prudenza, ma di calcolo difensivista e "catenacciaro». In particolare, ci sono due errori di fondo, che mostrano come, parole a parte, la sinistra fatichi a discostarsi dalla sua tradizionale mentalità in materia di tasse». Lo dichiara in una nota Daniele Capezzone, presidente della Commissione Finanze della Camera. «Primo: non ha senso limitarsi a dire "no a nuovi aumenti di tasse" (mancherebbe solo che il Governo le volesse ancora aumentare!). Secondo: non è adeguato limitarsi a dire di voler disinnescare le clausole di salvaguardia (mancherebbe solo che il Governo le volesse far scattare!). Nel 2016, infatti, l'aliquota Iva del 10% passerebbe al 12, poi al 13% nel 2017, mentre quella del 22 salirebbe prima al 24, poi al 25 e al 25,5% nel 2018. Il che vorrebbe dire 12,8 miliardi di tasse in più nel 2016 e 19,2 nel 2017. Inutile sottolineare la gravità anche solo di un'ipotesi del genere!", aggiunge Capezzone.

L'Ue boccerà la Legge di Stabilità
«Nel silenzio generale della politica e dei commentatori, nell'arco dell'ultimo anno la spending review che doveva servire a tagliare le tasse si è trasformata in una disperata corsa per evitare aumenti automatici di dimensioni apocalittiche. Il Governo Renzi dimostra così di aver perso la sua ambizione: bene che ci andrà, le tasse non aumenteranno. I tagli alla spesa di cui si parla da anni serviranno al massimo ad evitare che scatti la tagliola delle clausole di salvaguardia che stavolta Renzi non potrà dire di aver ereditato dai precedenti governi: si tratta infatti delle clausole che lui stesso ha inserito per poter spendere (male) risorse non ancora risparmiate!», continua Capezzone.«E, come previsto, il Governo (a causa di un suo gravissimo errore commesso nella legge di stabilità, nonostante le nostre ammonizioni in direzione contraria) si prepara, a quanto pare, a ricevere dall'Ue la bocciatura di due misure sbagliate come lo split payment e il reverse charge (dannosissime per le nostre piccole imprese, eppure il Governo le ha volute). Risultato? Alla buona notizia (se ci sarà) della bocciatura di quelle misure, farà risconto la cattiva notizia di altre clausole di salvaguardia (fine giugno, accise benzina!) che a quel punto dovranno assolutamente essere disinnescate», conclude.