20 ottobre 2019
Aggiornato 18:00
Mosca avverte: dal 2019 stop al gas dall'Ucraina

Saipem sta disegnando il tracciato di Turkish stream con Gazprom

E' quanto ha scritto Reuters citando «alcune fonti vicine al dossier», senza ricevere conferme o smentite da nessuna delle due compagnie interessate. Intanto ieri il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, ha annunciato che anche l'Austria sarebbe interessata a partecipare alla «via Balcanica», il prolungamento dela gasdotto dalla Grecia all'Ungheria, passando per Macedonia e Serbia

MOSCA – Saipem sta disegnando il tracciato di Turkish stream con Gazprom. E' quanto ha scritto Reuters citando «alcune fonti vicine al dossier», senza ricevere conferme o smentite da nessuna delle due compagnie interessate.

I TUBI SOTTO IL MAR NERO - Secondo l'agenzia di stampa la società di ingegneristica e costruzioni controllata da Eni sta verificando insieme alla controparte russa quali siano le possibili «modifiche contrattuali che comportino cambi di rotta e Gazprom sta dando segnali per un interesse a ridisegnare la linea». I cambi di rotta citati, riguardano l'abbandonato progetto di gasdotto South stream, al quale Saipem avrebbe dovuto partecipare per la posa delle tubature sottomarine nel Mar Nero. Attualmente infatti la controllata del Cane a sei zampe sta continuando a ricevere penali da Gazprom pari a centinaia di migliaia di euro al giorno per i suoi due vascelli posa-tubi (Saipem 7000 e Castoro 6), che sono dovuti rimanere all'ancora nei porti bulgari sul Mar Nero. Saipem infatti vanta un contratto da 2,4 miliardi di euro e ora, secondo una delle fonti citate da Reuters Gazprom vorrebbe che realizzasse «due linee rispetto alle quattro di South Stream».

AUSTRIA E SERBIA INTERESSATE A TURKISH STREAM - Intanto ieri il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, ha annunciato che anche l'Austria sarebbe interessata a partecipare alla «via Balcanica», il prolungamento di Turkish stream dalla Grecia all'Ungheria, passando per Macedonia e Serbia. «So che molti Paesi sono interessati al progetto. Ad esempio, a un percorso per fornire gas all'austriaco Baumgartner, attraverso la Grecia, la Macedonia, la Serbia e l'Ungheria: è possibile», ha detto Novak. Il ministro ha aggiunto che il suo Paese sta conducendo intensi negoziati con gli Stati interessati a diventare nazioni di transito. Entro fine mese, o al massimo i primi di maggio Novak si recherà in Serbia per discutere del gasdotto, come ha fatto sapere l'ambasciatore di Belgrado a Mosca, Slavenko Terzic. Il diplomatico ha spiegato che «La Serbia è interessata» a partecipare all'estensione di Turkish stream verso l'Europa, «anche se non è ancora stata presa una decisione definitiva e sono in corso trattative ", ha detto l'ambasciatore di Serbia a Mosca».

DAL 2019 CHIUDE RUBINETTO UCRAINO - Il prolungamento di Turkish stream verso il Vecchio continente sta diventando una questione chiave, per quanto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti energetici europei. L'Ue infatti ad oggi riceve il 30 per cento del gas di cui ha bisogno dalla Russia, metano che passa principalmente dall'Ucraina. Nei giorni scorsi però Novak ha ricordato che Gazprom non intende prolungare oltre il 2019 le forniture di gas attraverso l'ex satellite sovietico, con il quale ha una contesa commerciale miliardaria per quantità di gas consegnato da Mosca e mai pagato da Kiev. «Solo ora abbiamo sentito l'intervento del dottor Alexey Miller (amministratore delegato di Gazprom), che ha affermato che il contratto di transito con l'Ucraina non verrà rinnovato dopo il 2019. Pertanto d'ora in avanti tutti gli sforzi saranno orientati per realizzare infrastrutture di trasporto in Turchia e al confine tra la Turchia e la Grecia, per consegnare il gas ai clienti dell'Europa centrale e sud-orientale tramite questa rotta», ha detto il ministro dell'Energia russo.