24 febbraio 2020
Aggiornato 19:30
L'UE media tra le parti per evitare una crisi energetica

Gazprom propone di separare le forniture di gas nel Donbass da quelle verso Kiev

Il colosso energetico russo ha acolto la richiesta del vicepresidente della Commissione Ue, Maros Sefcovic. Da giorni infatti il governo ucraino ha chiuso i rubinetti del metano verso le regioni separatiste

MOSCA – Gazprom ha accolto la richiesta del vicepresidente della Commissione europea, Maros Sefcovic, di considerare separatamente le fornitura di metano nel Donbass (le Repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk) da quelle verso l'Ucraina, che sono riprese nel dicembre scorso.

KIEV HA CHIUSO I RUBINETTI VERSO IL DONBASS - L'aziende energetica russa ha dovuto inviare il proprio gas nelle regioni separatiste ucraina, attraverso le stazioni di misurazione Prokhorovka e Platovo dal 19 febbraio scorso, perché il governo ucraino aveva chiuso i rubinetti verso l'area. Mosca ha inserito queste forniture nel quadro del contratto concluso tra Gazprom e il gruppo ucraino Naftogaz, fatto che l'Ucraina rifiuta, sostenendo di non avere alcun mezzo per controllare né i volumi erogati né il loro utilizzo. Ieri a tal proposito è intervenuto il presidente russo, Vladimir Putin, dicendo che la decisione di Kiev di interrompere le forniture di metano al Donbass «puzza di genocidio». Il portavoce di Gazprom, Sergey Kupriyanov, intervistato dall'emittente tv Rossia24 ha detto: «Siamo pronti a portare al di fuori della discussione (con Kiev, ndr) le forniture di gas al Donbas. E siamo pronti a fornire gli importi indicati (per il Donbas a Naftogaz, ndr) all'origine». 

LA MEDIAZIONE EUROPEA - Il commissario europeo dal canto suo ha spiegato che sta cercando di mediare tra l'Ucraina e la Russia, al fine di evitare una nuova crisi del gas. Un nuovo conflitto tra Gazprom e l'ucraina Naftogas è venuto alla luce questa settimana. Kiev ha accusato Mosca di violare gli accordi e di non fornire gas prepagato all'Ucraina, fornendolo alle regioni separatiste, mentre da parte russa è stato ricordato l'impegno sottoscritto a dicembre, quando l'Ucraina si è impegnata a ripagare il proprio debito verso Gazprom (circa 2,3 miliardi di dollari) e a pagare in anticipo (m a prezzi scontati fino ad aprile 2015) ogni fornitura di metano. Il vice presidente della Commissione europea ha detto che in questa fase, la Commissione ha «informazioni contrastanti da entrambe le parti» in merito alle forniture di gas alle regioni ribelli di Donetsk e Lugansk, e approcci contrastanti su come monitorare le forniture di gas a questi territori, visto che l'accesso è molto difficile per i funzionari dell'Unione europea.

L'UE PROPONE UN INCONTRO - Una portavoce dell'esecutivo comunitario, Anna-Kaisa Itkonen, ha fatto sapere che Bruxelles ha proposto ai ministri russo e ucraino dell'Energia di ritrovarsi lunedì a Bruxelles per regolare la loro disputa sulle forniture di gas ai separatisti filorussi da parte di Gazprom. La portavoce ha detto che Sefkovic «ha inviato lettere ai ministri dell'Energia ucraino e russo, invitandoli a una riunione trilaterale a Bruxelles lunedì. Noi attendiamo - ha continuato - una conferma finale». Sefkovic ha intenzione di evitare che una rottura tra Kiev Mosca possa inoltre incidere sulle forniture che transitano attraverso l'Ucraina per arrivare in Europa.

NUOVO ULTIMATUM DI GAZPROM - Intanto Gazprom ha concesso ancora qualche giorno all'Ucraina per pagare le proprie forniture di gas, se non lo farà il colosso energetico russo interromperà il flusso del metano verso il Paese, e quindi l'Unione europea. Il portavoce della compagnia, Sergey Kuprianov, ha spiegato al canale tv Rossia 24: «Il pagamento anticipato (dell'ucraina Naftogaz per febbraio, ndr) è sufficiente solo fino al fine settimana. Se non arriva un nuovo pagamento, ovviamente non potremo mandare nuove forniture».