19 settembre 2019
Aggiornato 10:30
Il Belpaese può essere il primo produttore di metano non fossile

Il 35% dell'energia consumata in Europa è destinata ai trasporti

La nuova commissaria europea per la Mobilità, Violetta Bulc, ha presentato il suo programma a Bruxelles, sottolinenado che più di un terzo del fabbisogno energetico comuniatrio è utilizzato per gli spostamenti, «di cui il 95% derivante da petrolio il che è abbastanza scioccante per quanto mi riguarda». Per l'Italia un'opportunità dal biometano

BRUXELLES – La nuova commissaria europea per la Mobilità e il Trasporto, Violetta Bulc, ha presentato il suo programma a Bruxelles. Bulc ha sottolineato che i trasporti sono un settore chiave per superare la dipendenza energetica del Vecchio continente. La commissaria ha spiegato infatti che circa il 35 per cento dell'energia consumata in Europa è utilizzata per gli spostamenti, «di cui il 95% derivante da petrolio – ha detto – il che è abbastanza scioccante per quanto mi riguarda».

OPPORTUNITÀ BIOMETANO PER L'ITALIA - Per ovviare a questa situazione la Commissione guidata da Jean Claude Junker ha deciso di investire nello sviluppo delle energie alternative e di puntare all’elettrificazione del trasporto europeo. «In particolare nel trasporto su ruota, ma abbiamo già visto notevoli progressi anche nell’aviazione», ha commentato Bulc. Per l'Italia invece potrà giocare un ruolo importante il biometano, il gas che si ottiene purificando il biogas prodotto grazie alla digestione anerobica di sostanze organiche.

UN CARBURANTE ECOLOGICO - In questi giorni infatti è stata pubblicata la delibera da parte dell'autorità dell'Energia sul biometano (per il regolamento del settore si dovrà aspettare le decisioni del Gestore servizi energetici, Gse, previste per aprile), grazie alla il nostro Paese potrà essere il primo Stato europeo in grado di produrre metano non fossile su larga scala. Le potenzialità per il biometano riguardano soprattutto il settore del trasporto su gomma, perché è considerato un carburante ecologico, quelli che i produttori di carburanti fossili sono obbligati ad acquistare per adempiere agli obblighi europei. Entro il 2020 infatti gli operatori di tale comparto dovranno garantire che almeno il 10 per cento (il 5% nel 2015 per le aziende italiane) dei carburanti venduti provenga da fonti rinnovabili, ottenuti oggi per il 95% dal biodisel di olio di palma, un business da un miliardo di euro. Bisogna poi ricordare che nel nostro Paese circolano circa il 75 per cento dei mezzi a metano di tutto il Vecchio continente.