27 giugno 2019
Aggiornato 10:30
Il rebus Russia

Ecco i «cigni neri» con cui la Russia può abbattere il castello di carte dell'Occidente

In un intervista radiofonica a King World News, Paul Craig Roberts, ex assistente alla politica economica sotto la presidenza Reagan, ha descritto le misure più estreme che la Russia potrebbe adottare per contrastare la guerra economica dell'Occidente.

Guerra economica condotta non solo con le sanzioni, ma anche attraverso la sovrapproduzione di petrolio e conseguente crollo del prezzo per barile - quest'ultimo fondamentale per l'erario russo.

Roberts parla di black swans, «cigni neri». Un espressione di origine latina che indica un evento sorprendente e gravido di conseguenze. Si tratterebbe di misure che, una volta adottate da Mosca, potrebbero gettare l'intero sistema economico occidentale in un buco nero.

Un avvertimento, quindi, sulle capacità di ritorsione dell'orso russo. Un avvertimento che Roberts rivolge a quella «gente presuntuosa, felice di avere finalmente mandato al tappeto la Russia, illusa che 'la Russia è finita', e che 'presto sarà quello che deve diventare: uno stato vassallo degli USA'»

È per contrastare la boriosa hubrysdei neocons americani che Roberts descrive i cigni neri con cui la Russia potrebbe «far crollare quel castello di carte che è il sistema economico occidentale». Vediamoli.

«Immaginiamo che il governo russo dica: 'Dato che l'attacco al rublo è politico, e che ci state causando un sacco di guai, non pagheremo la prossima tranche del nostro debito dovuta a inizio 2015',

«Bene,» – continua Roberts - «il sistema bancario europeo collasserebbe perchè le sue banche sono terribilmente sotto-capitalizzate. Alcune di loro hanno concesso prestiti alla Russia che assorbono quasi l'intera base di capitale.»

In effetti, precisa Roberts, «i russi non dovrebbero nemmeno fare default. Sarebbe sufficiente dicessero: 'Non pagheremo quest'anno. Lo faremo più tardi non appena il rublo si stabilizza».

Chissà, forse basterebbe evocare un simile cigno nero per convincere USA e UE a desistere da attaccare il rublo! Ma i cigni neri di ci parla Roberts nella sua intervista a King World News hanno effetti domino, credibili perchè dejà vu.

«Per via di innumerevoli legami e interconnessioni, quando fallì Lehman Brothers si ebbe un effetto avverso tanto in Europa quanto negli Stati Uniti»

«Chi lo sa cosa accadrebbe questa volta? Tutti questi tipi di derivati e CDS (Credit Default Swaps) in circolazione ammontano già a multipli dell'intero prodotto interno lordo mondiale, e nessuno sa cosa rappresentino.»

«Se le banche europee iniziassero a fallire, chi lo sa quale sarebbe l'impatto su questa montagna di derivati. Ma l'intero sistema occidentale è un castello di carte. Non è basato su nulla al di fuori delle manipolazioni di mercato. Non ci vorrà molto ad abbatterlo.»

Si chiarisce così la natura dei cigni neri che la Russia ha a disposizione per fronteggiare la guerra economica dell'Occidente. E quanto siano tronfi quei neocon americani che si illudono di avere mandato la Russia al tappeto.

Ma Roberts pensa ad un altro cigno nero. Stavolta diretto alla NATO.

«Se i russi si arrabbiassero veramente, tutto quello che devono fare è chiamare i governi europei e informarli che 'non vendiamo più gas naturale, o qualsiasi forma d'energia ai membri della NATO'.»

«La conseguenza sarebbe il collasso della NATO. Nemmeno uno stato marionetta come la Germania accetterebbe di far morire di freddo i cittadini, far chiudere le fabbriche, e permettere al tasso di disoccupazione di raggiungere il 40%. Sarebbe la fine della NATO.»

Anche a questo cigno nero seguirebbe un effetto domino: «Ogni sistema bancario del mondo probabilmente collasserebbe, perchè se le banche tedesche si trovassero a fronteggiare la chiusura degli stabilimenti, cosa ne sarebbe di loro? Quindi le carte sono tutte nelle mani di Putin.»

E questo, che le carte sono tutte nelle mani di Putin, i leader occidentali lo sanno molto bene. La loro frustrazione e impotenza erano ben visibile nella reazione stizzita che Merkel ebbe al vertice SAEM di Milano, e poi nel suo discorso anti-Putin a Brisbane.

Ai leader occidentali rimane la guerra economica a suon di sanzioni, abbattimento del prezzo del petrolio e del valore del rublo. Ma le vittorie fin qui ottenute rischiano di essere il preludio di una Stalingrado economica.

Link all'articolo originale: http://kingworldnews.com/paul-craig-roberts-russia- unleash-ultimate-black-swan-west