28 settembre 2022
Aggiornato 12:00
Pericolo recessione

FMI: La BCE deve fare di più. Basta strette in UE

Sorprese negative sulla crescita. Sorprese che quindi implicherebbero peggioramenti dei parametri sui conti pubblici. A mettere in guardia Paesi e autorità comunitarie da interventi correttivi è il Fondo monetario internazionale.

ROMA - Sorprese negative sulla crescita. Sorprese che quindi implicherebbero peggioramenti dei parametri sui conti pubblici. A mettere in guardia Paesi e autorità comunitarie da interventi correttivi è il Fondo monetario internazionale, che nel suo World Economic Outlook parla di rischi al ribasso per le prospettive di crescita dell'area euro. «C'é un rischio che la ripresa nell'area euro finisca in stallo - recita l'editoriale dello studio - che la domanda possa ulteriormente indebolirsi e che la bassa inflazione degeneri in deflazione». Intanto il Fmi ha tagliato le stime proprio su Eurolandia: crescita allo 0,8 per cento quest'anno e all'1,3 per cento nel 2015, rispettivamente 0,3 e 0,2 punti in meno rispetto alle stime di luglio.

FMI: RISCHI ELEVATI DI STAGNAZIONE - Secondo il Fmi risultano «elevati i rischi di crescita a rilento e di persistenza di bassa inflazione».Guardando alle politiche di bilancio, complessivamente vengono giudicate solo moderatamente restrittive sul biennio in esame. Ma appunto vanno evitati «inasprimenti in caso di sorprese negative sulla crescita». Nel caso della Germania poi, l'istituzione ribadisce che vi sono margini tali da consentire perfino un aumento della spesa pubblica, specialmente per investire sul rifacimento delle reti infrastrutturali. Nel medio termine comunque bisognerà cercare di ridurre i debiti pubblici nei paesi dove sono elevati rispetto al Pil.

LA BCE DEVE FARE DI PIÙ - Se le misure già decise non dovessero sortire gli effetti sperati la Banca centrale europea deve esser «pronta a fare altro» per riportare l'inflazione a livelli più ragionevoli: un ampio piano di acquisti che includa titoli di Stato. «Per l'area euro - si legge - la priorità deve essere portare la crescita sopra la tendenza e aumentare l'inflazione, cosa che implica il mantenimento di una linea accomodante in politica monetaria». Secondo il Fmi la Bce ha preso misure "forti" a giugno e settembre. Tuttavia «se le prospettive di inflazione non dovessero migliorare e le attese mancassero di rafforzarsi, la Bce dovrebbe esser pronta a fare di più».Nell'editoriale del rapporto viene affermato che nell'area valutaria ci sono rischi che la crescita cada in stallo e che "l'inflazione degeneri in deflazione».

BLANCHARD (FMI): IL FUTURO È NEBULOSO  - Il Fondo monetario ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita globale. Le stime, contenute nel World Economic Outloook, sono rispettivamente di 0,1 e 0,2 punti più basse rispetto a quelle del luglio scorso. Quasi invariate le stime sugli Usa, Pil più 2,2 per cento quest'anno e più 3,1 per cento nel 2015, con 0,1 punti in meno dalle precedenti previsioni. Ridotte invece sull'area euro, crescita dello 0,8 per cento nel 2014 e dell'1,3 per cento nel 2015, rispettivamente 0,3 e 0,2 punti in meno. Nell'editoriale dello studio, il capo economista del Fmi Olivier Blanchard parla di «futuro nebuloso».I tassi di crescita potenziale sono stati rivisti al ribasso «e queste prospettive indebolite stanno intaccando la fiducia, la domanda e la crescita attuale». La crescita attuale viene definita «mediocre» e leggermente più debole di sei mesi fa.