16 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
Tfr in busta paga

Marchionne: «io sto con Renzi»

L'anticipo del Tfr in busta paga è una proposta positiva e il governo va sostenuto «in questa manovra«. Lo ha affermato l'amministratore delegato di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, secondo cui «l'obiettivo credo sia quello giusto. Dobbiamo smettere di dire no a tutte queste iniziative«.

PARIGI - L'anticipo del Tfr in busta paga è una proposta positiva e il governo va sostenuto «in questa manovra». Lo ha affermato l'amministratore delegato di Fiat-Chrysler, Sergio Marchionne, secondo cui «l'obiettivo credo sia quello giusto. Per il breve e medio periodo credo sia importante appoggiare il governo per quello che sta facendo in questa manovra, anche se costa alla Fiat quello che costa. Bisogna dare più liquidità ai consumatori e ai dipendenti - ha aggiunto Marchionne in una conferenza stampa al Salone dell'Auto di Parigi -, dobbiamo smettere di dire no a tutte queste iniziative».

MARCHIONNE: STO CON RENZI - "Capisco benissimo - ha detto Marchionne - che il pagamento del Tfr ha conseguenze significative sui bilanci delle aziende come esborsi. Ma capisco l'obiettivo di Renzi di creare le condizioni per il rilancio dei consumi: tutto quello che va in questa direzione per me è positivo ed è da fare. Tutto questo - ha aggiunto il numero uno della Fiat - poi eventualmente va riequilibrato», intervenendo su tasse che colpiscono le imprese, come l'Irap. 

DELLA VALLE? SE MI OFFENDE UNO «SCARPARO» COME LUI, PER ME E' UN COMPLIMENTO - Il numero uno della Fiat, Sergio Marchionne, replica inoltre con sarcasmo ai nuovi attacchi del presidente della Tod's, Diego Della Valle, che lo ha bollato come «un sola» insieme al premier Matteo Renzi. «Non sono sicuro che sia un'offesa - ha detto Marchionne in una conferenza stampa al Salone dell'Auto -. Forse sì se l'avesse detto qualcun altro, ma da uno scarparo è un complimento: fa parte integrante della scarpa. Forse Renzi si è offeso, non lo so e non glielo ho chiesto».

LE ACCUSE SU DI NOI SONO SOLO CAVOLATE - E per quanto riguarda le indagini della Commissione europea sui presunti aiuti fiscali ricevuti dalla Fiat in Lussemburgo non ha dubbi: "sono tutte cavolate». Lo ha detto l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, secondo cui «queste cose sono tutte cavolate. Tutto questo casino che è venuto fuori è quasi imbarazzante. Non so da dove sia uscito fuori, per noi è solo un mal di testa che dobbiamo risolvere: non gioverà molto né a loro né a noi. Abbiamo un'azienda del gruppo - ha spiegato Marchionne in una conferenza stampa al Salone dell'Auto di Parigi - che raccoglie fondi per finanziare tutte le nostre attività europee. Il numero che rimane in Lussemburgo è un numero minimo, e lì si paga il 30% di tasse: non è un paradiso fiscale».