20 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Politica monetaria

BCE: domani i risultati dell'operazione

Arriverà domani il primo verdetto sul successo (o l'insuccesso) dei Tltro, acronimo inglese usato per indicare operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine. Ma per avere dati più completi e una valutazione generale serviranno mesi.

ROMA - Dipenderà inevitabilmente dall'ammontare stanziato il primo «verdetto» sui nuovi rifinanziamenti agevolati alle banche che la Bce sta erogando in questi gironi. Domani l'istituzione di Francoforte riferirà quanto ha erogato con la prima operazione di questo genere - fondi chiamati in gergo tecnico «Tltro», l'acronimo inglese di operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine - scattata lo scorso 16 settembre. La comunicazione sull'aggregato generale relativo a tutta l'area euro è attesa attorno alle 11 e 15 italiane.

SMACCO O SUCCESSO? - Le previsioni degli analisti sono quantomai ampie, spaziano tra 100 e 300 miliardi di euro tra quelli consultati da Bloomberg. Quindi prendendo in modo arbitrario come riferimento un valore mediano di circa 150 miliardi, se il dato che verrà fornito dalla Bce dovesse risultare sensibilmente più elevato si potrà potrebbe parlare di «successo». All'opposto un valore significativamente più basso verrebbe probabilmente letto come uno smacco rispetto alle ambizioni del programma.

SCETTICISMO SUI RISULTATI - In realtà però la vera sentenza sull'efficacia di queste operazioni richiederà molto più tempo, mesi e mesi di analisi su molti dati. Che a volte, come nel caso del rapporto periodico della stessa Bce sull'andamento del credito bancario nell'area euro, arrivano con periodicità trimestrale. Tra gli osservatori ci sono scetticismi sull'effettiva capacità di questi fondi di impartire effetti consistenti nell'economia reale. Di recente l'agenzia di rating Fitch ha sostenuto che cambieranno poco là dove sarebbe più necessario: nel sud Europa. Poi ci sono le implicazioni indirette che l'effettivo ammontare di questi Ltro hanno sugli obiettivi dichiarati dalla Bce. Perché al suo recente intervento ad un seminario a Milano, che precedeva gli incontri di Eurogruppo e Ecofin, il presidente della Bce Mario Draghi ha esplicitamente indicato che l'istituzione punta a espandere la mole del suo bilancio al picco che era stato raggiunto a inizio 2012. Ovvero circa 1.000 miliardi in più rispetto ai livelli attuali (2mila miliardi).

TLTRO PER 1.000 MILIARDI - Le stesse aste di Tltro, di cui due (settembre e dicembre) nel 2014, e altre sei successivamente, hanno un potenziale teorico quantificato dalla Bce in 1.000 miliardi. Ma gli analisti tendono ad escludere che si raggiunga un ammontare simile. In più bisogna compensare le restituzioni dei precedenti rifinanziamenti agevolati di lungo termine (Ltro). Se effettivamente la Bce volesse aumentare il suo bilancio ai valori di inizio 2012, dovrebbe quindi «integrare» il rimanente con il piano di acquisti di prestiti bancari cartolarizzati (Abs) e di obbligazioni garantite. E se anche questa manovra, i cui dettagli sono attesi a ottobre, non dovesse bastare, a quel punto potrebbe non aver altra scelta se non quella di lanciare un vasto programma di acquisti di titoli, un Quantitative Easing su emissioni pubbliche e private che anche solo a invocarlo già crea polemiche con le componenti più intransigenti dell'area, a cominciare dalla Germania. D'altra parte i Tltro rischiano di avere effetti limitati sul tanto invocato rilancio degli investimenti. Soprattutto questo intervento quasi a nulla serve a sciogliere quello che appare uno dei nodi più intricati nella mancata ripartenza di Eurolandia: le imprese non investono nemmeno se hanno i soldi per farlo.