4 aprile 2020
Aggiornato 05:00
L'allarme della Confesercenti

«Niente ripresa nel 2014»

Secondo Confesercenti il Pil calerà, quest'anno, dello 0,2%. L'uscita dalla recessione è dunque spostata al 2015 con una crescita dello 0,9%. I disoccupati sono a quota 6 milioni. Consumi al lumicino (+0,2%)

ROMA - Il 2014 è stato un altro anno di piena crisi per l'Italia: la ripresa non si intravede e il Pil calerà, quest'anno, dello 0,2%. L'uscita dalla recessione è dunque spostata al 2015 con una crescita dello 0,9%. È questa la stima fornita da Confesercenti nelle previsioni macroeconomiche realizzate in collaborazione con il Ref.

DA 2013 -8,5% PIL - Secondo l'associazione «di questo passo ci vorranno 7 anni per riportare il Pil sui valori del 2007, mentre ci vorranno 6 anni per i consumi e 8 anni per gli occupati». Dati alla mano il numero uno di Confesercenti, Marco Venturi, ha ricordato che «il Pil italiano, nel 2013, rispetto ai livelli precrisi, ha registrato una caduta dell'8,5% ed i consumi delle famiglie una perdita del 7,6%». Lo scenario, dunque, «certamente non è entusiasmante per il nostro Paese - ha aggiunto Venturi - e ancora una volta, nel 2014, mancheremo la ripresa che verrà rimandata all'anno successivo».

CONSUMI E CONTI PUBBLICI - Quanto ai consumi delle famiglie, Confesercenti ha stimato per il 2014 un fragile +0,2%, mentre l'inflazione si attesterà allo 0,4%. Nel 2015, invece, i consumi cresceranno dello 0,7% e si attenuerà il rischio deflazione con una inflazione allo 0,7%. Infine, sul fronte dei conti pubblici l'associazione ha calcolato un deficit-Pil al 3% quest'anno e al 2,7% nel 2015.

6 MILIONI DI DISOCCUPATI - Intanto Confesercenti lancia l'allarme occupazione: sono 6 milioni le persone che in Italia non lavorano. «Siamo ancora - ha detto Venturi - in emergenza occupazione: sono circa 3 milioni quelli che hanno perso il posto di lavoro e altri 3 milioni sono rimasti ai margini del mercato del lavoro scoraggiati dalla situazione di crisi».

IN 2014 -25MILA COMMERCIANTI - Infine nei primi otto mesi del 2014, solo per il commercio, le chiusure di impresa si attestano a quota 25mila secondo l'associazione, che ha sottolineato che si tratta di «un'emergenza che continua a preoccupare».

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