22 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
Soddisfazione di ASTOI

Via «sconsiglio» su Sharm el Sheikh

In un avviso dell'Unità di crisi della Farnesina, pubblicato oggi, si rinnova infatti la raccomandazione di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto «in località diverse dai resorts situati a Sharm el-Sheik, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell'Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo».

ROMA - Astoi Confindustria Viaggi esprime in una nota «piena soddisfazione» per l'avvenuta rimozione dello sconsiglio su Sharm el Sheikh, destinazione di fondamentale importanza per il comparto del turismo. In un avviso dell'Unità di crisi della Farnesina, pubblicato oggi, si rinnova infatti la raccomandazione di evitare i viaggi non indispensabili in Egitto «in località diverse dai resorts situati a Sharm el-Sheik, sulla costa continentale del Mar Rosso, nelle aree turistiche dell'Alto Egitto e di quelle del Mar Mediterraneo».

«La rimozione dello sconsiglio - spiega nella nota il presidente Astoi Luca Battifora - è arrivata pochi giorni dopo un incontro avvenuto tra una delegazione Astoi ed il vertice operativo dell'Unita' di Crisi del Ministero degli Esteri. L'incontro aveva una duplice valenza: verificare le reali possibilita' di un'imminente rimozione dello sconsiglio su Sharm el Sheikh ed effettuare una più ampia disamina dello scenario mondiale, dei cambiamenti in essere e dei radicali mutamenti avvenuti negli ultimi tre anni che hanno influenzato, e che in futuro potranno influenzare o anche solo interessare, il settore del turismo e, quindi, i nostri clienti e le nostre imprese». Si è trattato di «un lungo e costruttivo colloquio - osserva Battifora - che ha prodotto considerazioni condivise da entrambe le parti in merito alla necessità di ridisegnare modi ed interpretazioni delle informazioni che vengono costantemente fornite dalla Farnesina, con l'unico obiettivo di assicurare trasparenza ai consumatori e sostenibilita' operativa alle aziende della filiera (agenzie di viaggio, tour operator, vettori charter)».

«Negli ultimi anni - prosegue Battifora - a seguito della diramazione di una serie di sconsigli su importanti destinazioni, le difficoltà e le conseguenti ricadute, sia sui clienti che sulle aziende del settore, sono incrementate in maniera esponenziale e ciò ha generato effetti pesantissimi per l'intero comparto. E' opinione reciproca, di Astoi e dell'Unità di Crisi, che alla radicale trasformazione del panorama internazionale debbano seguire concrete valutazioni degli addetti ai lavori per ricercare la migliore sintesi tra la doverosa necessita' di informare il cliente e la necessita' di assicurare allo stesso regole chiare, che siano però altrettanto sostenibili operativamente dalle nostre aziende. Ad oggi sono troppe le differenze - osserva Battifora - non solo tra Paese e Paese, ma anche all'interno di una stessa destinazione in diversi momenti storici, per poter classificare livelli di rischio standard univoci e trarre da questi comportamenti operativi omogenei per il settore».

Da qui la decisione, presa da Astoi in accordo con l'Unità di Crisi, «di avviare un percorso di dialogo, confronto ed analisi con tutte le parti interessate, volto ad individuare modus operandi piu' consoni all'attuale panorama internazionale. La ricerca degli strumenti più idonei per gestire in modo più funzionale le criticità generate dalla rapida trasformazione dei criteri di rischio non è un percorso semplice, richiederà tempo e lavoro di tutti, ma è un cammino indispensabile per la nostra industria», sottolinea il presidente Astoi. «Ringraziamo - conclude Battifora - l'Unità di Crisi per la grande capacità di ascolto che ha sempre dimostrato nei nostri confronti e ribadiamo la nostra totale disponibilita' a proseguire il lavoro avviato, a tutela dei nostri clienti e delle nostre imprese».