14 maggio 2021
Aggiornato 03:00
Mercato dell'energia | Gas

South Stream interessa ancora

Questa settimana la Russia ha condotto negoziati con i paesi partecipanti al progetto «South Stream». I risultati dei colloqui del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in Bulgaria e Slovenia, il suo incontro con la controparte italiana a Mosca, così come la delega di Gazprom in Croazia hanno mostrato che in Europa vi è ancora un grande interesse per il progetto.

MOSCA - Questa settimana la Russia ha condotto negoziati con i paesi partecipanti al progetto «South Stream». I risultati dei colloqui del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov in Bulgaria e Slovenia, il suo incontro con la controparte italiana a Mosca, così come la delega di Gazprom in Croazia hanno mostrato che in Europa vi è ancora un grande interesse per il progetto.

Nonostante l'eccitazione a Sofia e a Belgrado, causata dai segnali contrastanti di Bruxelles, nell’Europa meridionale, centrale e orientale, c'è grande interesse per il progetto, ha dichiarato Vadim Trukhachev, esperto di Europa Centrale e docente all’Università russa Statale di Scienze Umanistiche:

Parlando della posizione europea, va notato che l'Austria ha un forte interesse per le forniture di gas russo, dal momento che non ha, sul suo territorio, centrali nucleari. Per lei, qualsiasi interruzione delle forniture di gas attraverso l'Ucraina sarebbe un grave colpo per l'economia, per cui gli interessi di Vienna nel progetto "South Stream" non sono messi in discussione.

Lo stesso si può dire per l'Ungheria. Recenti dichiarazioni del Primo Ministro Viktor Orban sul «South Stream» dimostrano che l'Ungheria si è impegnata a una politica energetica indipendente. Il 90% del gas fornito all’Ungheria è russo. Ovviamente, Orban è ansioso di ottenere il gas in qualche altro modo, bypassando l'Ucraina, un paese dove c'è la guerra e non si sa quando tornerà ad esserci una certa stabilità.

La situazione del transito attraverso l'Ucraina preoccupa anche le autorità turche. Quasi la metà del gas russo fornito alla Turchia viene trasportato attraverso l'Ucraina. E quindi, Ankara ha dichiarato che, se necessario, è pronta ad offrire alla Russia un percorso alternativo del segmento iniziale di "South Stream", attraverso il proprio territorio. Tale allineamento sarebbe nell'interesse della Turchia, così è convinto Karim Haas, esperto di Studi Eurasiatici del Centro di Studi Strategici e Internazionali (USAK):

Se il gasdotto verrà proseguito attraverso la Turchia, questo potrebbe essere un aiuto per l'economia. Inoltre, questo progetto potrebbe aprire la strada a relazioni migliori tra la Turchia e gli altri paesi della regione. Quanto più lungo sarà il gasdotto che attraverserà la Turchia, tanto meglio sarà per il paese stesso. Le autorità turche ritengono che questi progetti possano portare un elemento di stabilità in termini di sicurezza per le regioni del Mar Nero e del Mar Caspio. E se una parte dei tubi gasdotto che portano verso l'UE passerà attraverso la Turchia, i partecipanti al progetto dovranno prestare maggiore attenzione all'opinione turca.

Tutto questo è particolarmente vero oggi che, come sappiamo e vediamo, eventi catastrofici si stanno verificando nel sud della Turchia, in Iraq e in Siria. La realizzazione del progetto "South Stream" creerà stabilità in gran parte della regione.