15 luglio 2020
Aggiornato 13:30
Per il presidente di Italia Lavoro la priorità di ogni agenda deve essere l’occupazione

Paolo Reboani: rilanciare il lavoro con la legge Biagi

«Contratti d’inserimento, orientamento, politiche di ricollocamento, formazione: queste dovranno essere le parole chiave della futura azione di Governo»

ROMA - I dati sulla disoccupazione e in particolare quelli relativi alla disoccupazione giovanile ormai sono più di un campanello d’allarme, sono la prova che senza un appello a tutte le forze responsabili a mettere in campo il massimo delle forze che siano in grado di contrastare il declino del lavoro in Italia molto difficilmente si potrà arginare la falla che sta falcidiando intere generazioni di giovani.
Italia Lavoro, l’agenzia per le politiche del lavoro, in questi ultimi mesi con i suoi progetti principali, Anva e Fixo, ha moltiplicato le iniziative per contribuire alla accensione di quella miccia che possa far ripartire la crescita, ma, avverte il suo presidente Palo Reboani, «vanno subito riprese quelle linee guida della legge Biagi che sono state progressivamente accantonate in nome di altre emergenze».

Reboani: il lavoro deve essere l’imperativo di ogni programma - «La difficile situazione economica che attraversa l'Italia sta avendo effetti molto pesanti sul mercato del lavoro. La caduta degli occupati- secondo Palo Reboani, presidente di Italia Lavoro, testimonia le difficoltà del nostro apparato produttivo a ristrutturarsi e a recuperare produttività. L'aumento della disoccupazione giovanile - che si riferisce alla fascia 15-24 anni - mostra tutte le incapacità del nostro sistema educativo a orientare e formare le giuste competenze, e una resistenza delle imprese ad assumere in una fase di incertezza. Fermo restando che occorre la crescita per fare ripartire l'occupazione, è tempo per una profonda revisione delle politiche attive del lavoro del lavoro, per fare entrare più giovani nel mercato del lavoro, ridurre la disoccupazione di lunga durata, per spingere le aziende a iniziare nuovamente ad assumere. L'agenda delle politiche strutturali questo deve affrontare nei prossimi mesi. Aumentare la base occupazionale del Paese - continua Reboani - è l'imperativo di ogni programma, riprendendo quelle linee guida della legge Biagi che sono state progressivamente accantonate in nome di altre emergenze. Contratti d’inserimento, orientamento, politiche di ricollocamento, formazione queste le parole chiave della futura azione di governo, unitamente a una ricongiunzione delle politiche industriali con le politiche del lavoro, e soprattutto apprendistato».

L’apprendistato per combattere la precarietà - «Costruito come contratto a tempo indeterminato, poiché ha come sbocco naturale l’assunzione stabile, il nuovo apprendistato, modificato dal Testo Unico, è prima di tutto uno strumento inclusivo che intende ridurre il fenomeno della precarietà e restituire ai giovani una prospettiva di progettualità di lungo periodo nelle scelte di vita. Italia lavoro è impegnata con i suoi progetti più importanti (Amva nel settore dell’artigianato e Fixo nella transizione scuola-lavoro e università-lavoro) a valorizzare l’apprendistato e a diffonderne l’utilizzo in questa difficile fase economica del Paese».