27 maggio 2020
Aggiornato 17:30
Siderurgia | Inchiesta Ilva

Taranto, sciopero degli operai ILVA

Continua ad oltranza lo sciopero degli operai dell'Ilva di Taranto proclamato da Fim, Fiom e Uilm dopo che ieri sera l'azienda ha annunciato la chiusira dello stabilimento per il sequestro della magistratura del prodotto finito e semilavorato realizzato nei mesi in cui gli impianti erano sotto sequestro, con divieto di commercializzazione

TARANTO - Continua ad oltranza lo sciopero degli operai dell'Ilva di Taranto proclamato da Fim, Fiom e Uilm dopo che ieri sera l'azienda ha annunciato la chiusira dello stabilimento per il sequestro della magistratura del prodotto finito e semilavorato realizzato nei mesi in cui gli impianti erano sotto sequestro, con divieto di commercializzazione.

Questa mattina alcune centinaia di operai hanno tentato di accedere al loro posto di lavoro nell'area a freddo ma non ci sono riusciti perché l'azienda ha disattivato i tesserini magnetici per l'ingresso in stabilimento. Da ieri sera gli operai sono in assemblea davanti alle portinerie A e D per decidere il da farsi. La situazione è piuttosto confusa al momento e si attendono indicazioni dai sindacati.

Domani l'azienda incontrerà i sindacati per discutere della cassa integrazione annunciata per quasi duemila dipendenti dell'area a freddo già messi in ferie forzate. Giovedì le parti sociali, gli enti locali e l'azienda sono state convocate dal governo a Palazzo Chigi.

L'inchiesta, che ieri ha portato a sette arresti per associazione per delinquere e corruzione, riguarda un presunto sistema di pressioni su politici, funzionari pubblici e giornalisti per «ammorbidire» le iniziative legislative sull'ambiente e le attività di controllo e tenere a bada l'opinione pubblica. A gestire il sistema, sarebbe stato l'ex responsabile delle relazioni istituzionali Girolamo Archina, licenziato mesi fa dal presidente Ferrante e ieri finito in carcere. Indagati a piede libero sono anche il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante ed il direttore dello stabilimento Adolfo Buffo. Oltre che per Archina, ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa l'ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso e per Fabio Riva, (resosi irreperibile). Nuova ordinanza ai domiciliari per il patron dell'Ilva Emilio Riva, agli arresti dal 26 luglio. Domiciliari anche per Lorenzo Liberti, ex rettore del politecnico di Taranto e consulente della procura, l'ex assessore provinciale all'ambiente Michele Conserva e l'ingegnere della promed engineering Carmelo Delli Santi.

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