12 dicembre 2019
Aggiornato 04:30
Operazione trasparenza con il decretone Balduzzi

Nomina primari e spese asl: tutto sul web

Ed è inoltre previsto un controllo tracciabilità per le prestazioni intramoenia, niente più contanti per i pagamenti ai medici che svolgono attività intramuraria fuori dall'ospedale in assenza di spazi dedicati

ROMA - Operazione trasparenza in sanità: la bozza del 'decretone' targato Balduzzi prevede infatti procedure 'garantiste' per la nomina dei primari e direttori generali, e «la piena pubblicità a tutte le procedure sul sito internet dell'azienda, pena l'annullabilità della procedura». Ma non solo: sul web devono finire anche le spese sostenute dalle asl. Ed è inoltre previsto un controllo tracciabilità per le prestazioni intramoenia, niente più contanti per i pagamenti ai medici che svolgono attività intramuraria fuori dall'ospedale in assenza di spazi dedicati.

L'ultimo articolo del decretone, il 27, in base alla bozza presentata alle regioni e che dovrebbe arrivare venerdì in cdm, «le aziende sanitarie devono pubblicare sul sito internet i prezzi unitari per gli acquisti di beni e servizi».

Per quanto riguarda la nomina dei direttori generali, la bozza, all'articolo 4, stabilisce misure di pubblicità dei bandi, delle nomine e dei curricula e Trasparenza nella valutazione degli aspiranti. «Le regioni provvedono alla nomina dei direttori generali delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale garantendo adeguate misure di pubblicità dei bandi, delle nomine e dei curricula, di trasparenza nella valutazione degli aspiranti».

Gli aspiranti Dg, non potranno avere più di 65 anni, dovranno avere un diploma di laurea magistrale e un'esperienza dirigenziale di almeno cinque anni nel campo delle strutture sanitarie e di sette anni negli altri settori. La selezione dei candidati è compito di esperti indipendenti dalla Regione. La Giunta nomina i direttori regionali attingendo obbligatoriamente dall'elenco degli idonei. Per la nomina dei Dg nelle Università resta ferma l'intesa con il Rettore.

Per la nomina dei primari «le regioni, tenuto conto delle norme in materia stabilite dalla contrattazione collettiva, disciplinano i criteri e le procedure per il conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa, previo avviso cui l'azienda è tenuta a dare adeguata pubblicità, sulla base dei seguenti principi».p>

E, sempre per gli incarichi di direzione di struttura complessa, «la selezione viene effettuata da una commissione presieduta dal direttore sanitario e composta da due direttori di struttura complessa nella medesima specialità dell'incarico da conferire, individuati tramite sorteggio da elenchi nominativi predisposti dalla regione interessata, tra il personale dipendente del Servizio sanitario nazionale della stessa disciplina ma comunque esterni all'azienda interessata alla copertura del posto; b) la commissione riceve dall'azienda il profilo professionale del dirigente da incaricare e, sulla base dell'analisi comparativa dei curriculum, dei titoli professionali posseduti, dei volumi dall'attività svolta, dell'aderenza al profilo ricercato e degli esiti di un colloquio, presenta al direttore generale la terna di candidati idonei che hanno ottenuto i migliori punteggi. Il direttore generale individua il candidato da nominare sulla base della terna predisposta dalla commissione, motivandone analiticamente la scelta».

Inoltre «deve essere garantita piena pubblicità a tutte le procedure sul sito internet dell'azienda, pena l'annullabilità della procedura». L'incarico di direttore di struttura complessa deve in ogni caso essere confermato al termine di un periodo di prova di sei mesi, anche sulla base del lavoro svolto

La bozza prevede anche una serie di «principi fondamentali in materia di esercizio dell'attività libero professionale intramuraria». In particolare dovrà essere assicurata la tracciabilità dei pagamenti ai medici che svolgono attività intramuraria fuori dall'ospedale in assenza di spazi dedicati, ovvero è stabilito il «pagamento di prestazioni di qualsiasi importo direttamente al competente ente o azienda del Servizio sanitario nazionale, mediante mezzi di pagamento che assicurino la tracciabilità della corresponsione di qualsiasi importo». Carte di credito, bancomat, bonifici, assegni, ma non più contante. Non solo, «dovrà essere definito, d'intesa con i dirigenti e previa contrattazione integrativa aziendale, un tariffario che preveda, per ogni prestazione, un importo minimo ed un importo massimo. L'importo minimo dovrà anche assicurare la copertura di tutti i costi diretti ed indiretti sostenuti dalle aziende e prevedere che il 5 per cento del compenso del libero professionista sia trattenuto per interventi la riduzione delle liste d'attesa».