17 agosto 2019
Aggiornato 19:30
Decretone sanità

Balduzzi: Riorganizzare l'assistenza primaria

Il Ministro della Salute: «Quella di un modello di assistenza di base integrata e a regime 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 è una scelta precisa e quindi non si presta ad adattamenti, se non per quanto riguarda le modalità organizzative. È la vera novità, se ne discuteva da molti anni. Su nomine finisce l'influenza della cattiva politica. Il problema delle bibite gasate non è chiuso»

ROMA - «Quella di un modello di assistenza di base integrata e a regime 7 giorni su 7 e 24 ore su 24 è una scelta precisa e quindi non si presta ad adattamenti, se non per quanto riguarda le modalità organizzative. È la vera novità, se ne discuteva da molti anni: tutti noi avvertiamo l'esigenza di una migliore organizzazione della medicina generale, sia i pazienti che molti medici di famiglia». Così il ministro della Salute Renato Balduzzi ha commentato oggi al programma 'La Telefonata' di Canale 5 una delle principali novità del decreto legge varato ieri.

Valorizzato il rapporto con il paziente - «In questo modo - ha detto - sarebbe valorizzato il rapporto con il paziente e la soddisfazione del medico stesso: la medicina sta cambiando e il medico ha un rapporto non compiuto con il paziente che spesso può preferire lo specialista o l'ospedale e considerare il medico di famiglia quello che fa le prescrizioni. Ma questo non corrisponde alla realtà dei medici di famiglia: abbiamo per fortuna una qualità molto forte dei nostri medici e va valorizzata nelle forme organizzative adeguate».
Al programma di Radio 1 'Radio Anch'io' Balduzzi ha spiegato che «certamente per avere lo studio medico aperto 7 gioni su 7 e 24 ore su 24 occorre una riorganizzazione dell'assistenza primaria, perchè naturalmente il nostro medico pur disponibile che sia ha evidentemente dei limiti umani nel suo lavoro e giuridici. Questo è però il binario tracciato: al legislatore spetta di definire il principio chiaro e poi di seguire l'attuazione in questo caso nella convenzione nazionale e nelle normative regionali con un criterio di trasparenza. La cosa importante era finalmente porre un principio chiaro».
Ancora alla Telefonata su Canale 5 il ministro della Salute ha ricordato che sugli studi medici «il principio è stato posto in modo chiaro, poi l'organizzazione della medicina generale ha bisogno della convenzione nazionale e delle scelte regionali: si tratta in trasparenza di fare bene tutti questi passaggi, ma proprio per la grande qualità dei medici di famiglia italiani - storicamente presente e che non c'è motivo di pensare che si sia perduta nel tempo - sono relativamente ottimista di arrivare finalmente alla fine».
Sull'applicazione «è difficile fare una previsione sui tempi a questo punto, essendo a tre stadi (principi chiari, convenzione nazionale e normative regionali): in qualche realtà potrebbe anche essere attuata prima di un anno, dove si è sperimentalmente molto avanti su questo. In altre si tratta invece di costruire un percorso», ha concluso Balduzzi.

Su nomine finisce influenza cattiva politica - Con le novità previste dal decreto legge varato ieri dal Cdm sui manager della sanità regionale «si eliminerà l'influenza della cattiva politica, non l'influenza della politica nel senso di una decisione che responsabilizza la Regione e i direttori generali, che non potrebbe corrispondere al nostro sistema».
«La Regione - ha ricordato Balduzzi - è poi chiamata a rispondere davanti gli elettori di una buona o cattiva sanità e quindi ha tutto il diritto di dire che la scelte dei direttori generali non sia fatta da un altro. E infatti così non è: la scelta è fatta sempre dalla Regione, ma dentro un quadro di merito, un albo di idonei che sia valutato da un soggetto indipendente dalla Regione».
«Per i primari invece non c'è tanto il problema di limitare una discrezionalità, ma di valorizzare il merito e consentire la discrezionalità della scelta in capo al direttore generale soltanto attraverso una motivazione analitica, ove le indicazioni di una commissione fatta da primari sia considerata dal direttore generale non adatta all'azienda e a quel tipo specifico di disciplina», ha concluso il ministro.

Confido che il Parlamento irrobustisca il dl - «Confido che il passaggio parlamentare possa irrobustire questo intervento, naturalmente nella disponibilità ad accogliere e confrontarci sui singoli punti».
«L'intervento non è volto a favore di una parte o di un'altra, ma ha l'obiettivo di assicurare lo sviluppo del Paese con un più alto livello di tutela della salute, un obbiettivo comune a tutte la parti politiche», ha concluso il ministro.

Il problema delle bibite gasate non è chiuso - «Il problema della tassa sulle bibite gasate resta in piedi, il Consiglio dei ministri non ha valutato che il problema è chiuso».
Sull'argomento, ha ricordato il ministro, «si è aperto un dibattito molto ampio: io da tempo ho dichiarato che mi consideravo già soddisfatto per l'apertura di questo dibattito che significa la possibilità di dire alle famiglie - specialmente per i ragazzi - di fare attenzione alle bevande zuccherate che possono avere degli effetti negativi, vanno consumate con moderazione. Sono state avanzate delle riserve di tipo tecnico su come costituire questo prelievo, delle riserve di tipo culturale generale e di opportunità sull'intervento relativo solo a una parte limitata della filiera».
Alla trasmissione Radio Anch'io su Radio 1, Balduzzi ha ribadito che «era sempre stata un'ipotesi che aveva il compito di lanciare una discussione nazionale e da questo punto di vista non posso che essere soddisfatto, perchè è stata davvero avviata una discussione molto ampia sulle abitudini alimentari e sulla cautela in ordine a cibi e bevande. Sulla ludopatia il Consiglio dei ministri ha preso un'indicazione di prospettiva e di linea d'intervento molto seria, cioè l'apertura di un discorso che riguarda la prevenzione il contrasto, ma anche la cura, la riabilitazione di chi è caduto in questa patologia. Vogliamo tenere in equilibrio l'innovazione che c'è stata con tante proposte che erano state avanzate».