23 ottobre 2020
Aggiornato 01:30
Il Governo e la riforma del mercato del lavoro

Lavoro, Fini: Il Parlamento sia messo in condizione di discutere

Il leader di FLI: Una riforma condivisa al cento per cento non vedrebbe la luce. Monti proceda, non subordini la riforma a intesa delle parti. Casini: Non vogliamo solo nuove regole, ma un accordo. Cota: Il problema vero è la pressione fiscale altissima. Rotondi: Governo trovi mediazioni possibili

PIETRASANTA - «Mi auguro» che sul mercato del lavoro il «Parlamento sia messo in condizione di discutere liberamente, poi le forze politiche si assumeranno la responsabilità di dire sì o no. Il problema della flessibilità in entrata è un dibattito importante come quella in uscita e come il dibattito sull'articolo 18».
«Una riforma condivisa al cento per cento rischia di non vedere mai la luce. Il governo sta facendo un buon lavoro e chiede a ciascuno di fare la stessa cosa», ha concluso.

Monti proceda, non subordini la riforma a intesa delle parti - Sarebbe stato «più coraggioso e innovativo del punto compromissorio individuato» sull'articolo 18 «se per i neo assunti si fosse cambiato davvero registro e l'articolo 18 fosse rimasto in vita solo per il licenziamento discriminatorio». Lo ha detto Gianfranco Fini, Presidente della Camera, parlando a Pietrasanta e invitando il governo a procedere comunque sulla riforma senza subordinarla all'intesa tra e con le parti sociali: «Se il governo è tra due fuochi, di sindacato e datori di lavoro, è difficile trovare un'intesa. Il governo agisca nel nome dell'interesse generale, agisca come sulle pensioni, dove se la proposta fosse stata subordinata all' intesa tra le parti sarebbe stata rinviata di altri dieci anni».

Casini: Non vogliamo solo nuove regole, ma un accordo - «Diciamo forza alle categorie, a Confindustria. a Cgil, Cisl e Uil: forza e coraggio, andiamo avanti. Non vogliamo solo nuovi provvedimenti sul lavoro, vogliamo un accordo». Lo ha detto il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, in una dichiarazione raccolta dai microfoni di SkyTg24 a margine di un convegno.
«Vogliamo un accordo - ha insistito - se il negoziato si conclude senza un accordo perdiamo una occasione importante per il paese. Non vogliamo solo nuove regole ma un accordo con le forze sociali. A loro voglio indirizzare il nostro augurio, devono dare prova di intelligenza e disponibilità. Noi siamo vicini al sindacato che sta cercando di affrontare una situazione esplosiva nel paese».

Cota: Il problema vero è la pressione fiscale altissima - «Il problema vero del lavoro è che le aziende chiudono perché la pressione fiscale è altissima, tassazione che il Governo Monti continua ad aumentare, ma se le aziende vanno via o chiudono diminuiscono i posti di lavoro. Il Governo continua a parlare d'altro, la verità è che non sa come gestire le risorse sugli ammortizzatori sociali». Lo ha dichiarato il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, in merito alla riforma del lavoro al centro degli incontri tra Governo e parti sociali.

Rotondi: Governo trovi mediazioni possibili - «Il Pdl è il punto di equilibrio di questa maggioranza. Sulle grandi riforme come quella del lavoro è necessario condurla in porto, possibilmente arrivando ad una mediazione possibile con sindacati e industriali». Lo afferma in una nota l'ex ministro Gianfranco Rotondi (Pdl).