30 agosto 2025
Aggiornato 12:00
La riforma del mercato del lavoro

Vendola: La ricetta di Monti è di destra, la sinistra lo contrasti

Il leader di SEL: Dal Premier non più battute infelici ma un disegno preciso. Ferrero (Prc): Da Monti terrorismo psicologico, serve sciopero. Diliberto (Pdci): Con lo schiavismo investimenti anche maggiori

ROMA - «Questa volta non siamo di fronte ad una battuta infelice come quella della monotonia del posto fisso. Il presidente Monti con grande onestà intellettuale ha svolto un discorso organico, la cui cifra è difficilmente riconducibile ad una mera nozione tecnica. Monti ha delineato il proprio profilo schiettamente conservatore, con ragionamenti che sono tipici della destra liberista». Lo ha affermato Nichi Vendola, presidente di Sinistra Ecologia Libertà.
«Immaginare che i lavoratori contrattualizzati a tempo indeterminato nel settore pubblico come nel settore privato siano portatori di privilegi significa avere davvero una visione distorta della realtà. Pensare che le ragioni profonde della crisi italiana siano riconducibili a decenni di buonismo sociale significa operare una seria manipolazione della storia del nostro Paese. Consegnando le più importanti conquiste sul terreno dei diritti sociali alla rubrica degli sprechi e del parassitismo Pensare di combattere la precarietà facendo saltare ciò che resta del sistema delle tutele e delle garanzie del mondo del lavoro appartiene ad un'impostazione politicamente assai connotata. Cioè di destra. I pensieri del presidente Monti sono tutti pienamente legittimi a condizione che non cerchino il nascondiglio di una presunta asettica tecnicità. Sono i pensieri di una onesta destra liberista che producono ricette inefficaci dal punto di vista economico, e rischiose per la tenuta sociale del Paese. Ed è la ragione - ha concluso Vendola - per cui una moderna e popolare sinistra deve contrastarli».

Ferrero (Prc): Da Monti terrorismo psicologico, serve sciopero - «Monti continua con il terrorismo psicologico dicendo che l'articolo 18 allontana gli investimenti. Sa benissimo che non è vero ma come è sempre più evidente Monti utilizza la scusa dell'economia come una clava per distruggere fino alla radice i diritti dei lavoratori. Cosa aspetta il sindacato a proclamare lo sciopero generale?» Lo domanda il segretario del Prc Paolo Ferrero, alla luce delle parole del premier sull'articolo 18.
«Anche in questo caso - ha aggiunto Ferrero - Monti si presenta come il prosecutore integrale della politica del governo Berlusconi, una politica a favore dei potenti e contro il popolo, una politica che non fa la tassa patrimoniale ma vuole demolire i diritti».

Diliberto (Pdci): Con lo schiavismo investimenti anche maggiori - «Se si permettesse lo schiavismo, gli investimenti sarebbero ancora maggiori». E' il sarcastico commento di Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci alle affermazioni del premier Mario Monti sull'articolo 18.
«Se mette in discussione l'articolo 18 - ha affermato- questo Governo deve avere il coraggio di dire che sono d'accordo a licenziare ad esempio i sindacalisti scomodi, le donne che rimangono incinte e chiunque non sia simpatico all'impresa. Ricordo, infatti, che l'articolo 18 altro non è che quella norma sacrosanta che obbliga al reintegro dei lavoratori licenziati senza comunicazione del motivo, in modo ingiustificato o discriminatorio».